Un nuovo Gaming Report per DCS World, questa volta sulla campagna per DCS Liberation che sto affrontando adesso, ovvero Battle for Golan Heights.
lunedì 28 marzo 2022
DCS: Battle for Golan Heights - Turno 11
lunedì 21 marzo 2022
A-10C Red Flag
Una delle cose che mi ero ripromesso per questo 2022 era di ricominciare a scrivere dei Gaming Reports, ovvero dei post dedicati al racconto di quanto accaduto in una determinata sessione di gioco con un certo titolo. Un primo post di questo tipo l'ho fatto Gennaio scorso con un breve racconto sulla mia prima esperienza a DCS Liberation, il secondo, sempre su DCS World, riguarderà invece una campagna per l'A-10C/CII.
domenica 16 gennaio 2022
La prima espertienza con DCS Liberation
Dopo parecchio tempo dall'ultima volta torno a scrivere un post di Gaming-Report, questa volta dedicato DCS World. e alla mod Liberation, che permette di generare e gestire una campagna completamente dinamica nel simulatore di Eagle Dynamics. In questa settimana appena passata mi sono divertito a giocare un po' con il client della mod per apprendere i rudimenti del suo uso e alla fine sono arrivato a volare la prima missione di una campagna vera e propria.
Se volete sapere come e' andata leggete il resto del post!
domenica 10 novembre 2019
Del Su-27 Flanker...
Volando (si fa per dire) con il Su-27 di DCS World il mio rispetto per i piloti Russi e' salito a dismisura: i moderni caccia occidentali praticamente volano da soli, ma per riuscire a tenere sotto controllo quell'aggeggio e' necessaria una straordinaria abilità... e tanta pazienza di imparare!
Il Flanker e' come un cavallo non domato: tende ad andare per i fatti suoi (l'85% delle volte che agisco su i comandi e' per azionare il Trim) e se non tenuto sotto costante controllo "imbizzarrisce" improvvisamente entrando in improvvise e violente cabrate o picchiate. Pilotarlo, anche in missioni brevi e' molto faticoso: l'unico modo che e ho trovato per alleggerire il carico e' usare l'autopilota, ma questo toglie molto del divertimento del volo simulato. Il Flanker richiede cautela ed esperienza: e' un caccia capace di manovre incredibili ma per sfruttare a pieno il suo potenziale e' necessaria molta pratica.
Il suo sistema d'arma merita un discorso a parte: in uno scontro BVR si e' in pesante svantaggio a causa del fatto che i missili a medio raggio a guida rada che imbarca (R-27 versioni 'R' e 'ER', codice NATO AA-10: "Alamo") la maggior parte delle volte hanno la stessa utilità ed efficacia degli insulti verbali (ne ho lanciati in totale tipo 20 centrando il bersaglio forse 3 volte) mentre quelli sempre a medio raggio ma a guida infrarossa (ancora R-27, versioni 'T' ed 'ET') riescono si a combinare qualcosa di più, ma solo sotto i 20km di distanza dal bersaglio. In generale, credo di aver capito che per aumentare le probabilità di colpire si deve aspettare che la distanza scenda parecchio al disotto del range utile minimo contro bersagli che manovrano... Gli AMRAAM erano decisamente tutta un altra cosa.
La maggior parte delle kill che ho realizzato e' avvenuta con i missili a corto raggio (R-73, codice NATO: AA-11 "Archer"): la loro grande manovrabilità (ottenuta anche grazie alla spinta vettroizzata) e il grande angolo di boresight, uniti al sistema di mira collegato al casco lo rendono un arma affidabile e micidiale che rende il Flanker un avversario veramente letale in dogfight.
Ma i caccia russi sono tutti cosi? E' la domanda che mi sono fatto nei giorni scorsi e alla quale ieri ho dato una credo definitiva risposta tramite una missione rapida con il Mig-29: con Fulcrum ho spazzato via dal cielo 6 F/A-18 Hornet in un dogfight serrato si, ma che grazie alla ottima stabilità ed agilità del mezzo sono riuscito a gestire in maniera del tutto tranquilla... "piece of cake" direbbero gli ammerigani!
lunedì 21 ottobre 2019
Le Ombre dell'Amn - parte 2
Nel week end mi sono portato avanti con la partita a Baldur's Gate 2: Enhanced Edition chiudendo il quinto capitolo del gioco e iniziando il sesto e penultimo. Purtroppo i ragazzi di Beamdog hanno corretto il bug che permetteva di portarsi dietro le armature Drow anche una volta fuori dall'Underdark e le fichissime Drow Full-Plate +5, con le quali avevo equipaggiato i miei tank, con mia somma mestizia si sono dissolte in polvere una volta venute a contatto con la luce del sole, assieme a molti altri pezzi di equipaggiamento che avevo trovato esplorando il pericoloso sottosuolo dei Reami Dimenticati...
Peccato perché le armi ed armature Drow si sono rivelate incredibilmente utili nelle quest che ho dovuto completare per compiacere i caotici elfi oscuri e le loro autoritarie matrone (se siete digiuni dei romanzi di R.A. Salvatore sappiate che la società Drow e' strettamente matriarcale), che alla fine, da perfetto cavaliere nero devoto a Cyric ho comunque tradito e ucciso con sommo divertimento, sebbene poi aprirsi la via per uscire dalla città di Ust Natha a colpi di spada sia stato molto meno divertente...
Ero seriamente tentato di tradire anche Adalon, il dragon d'argento, che mi aveva fatto entrare ad Ust Natha grazie ad un incantesimo ha trasformato in Drow quasi tutti i membri del party (Viconia non ne ha ovviamente avuto bisogno), in modo da poter e recuperare le sue uova rubate da Irenicus, ma seguendo il vecchio adagio "non si rompe il patto col drago" ho preferito non irritare la potente bestia e sfruttare la sua ricompensa per uscire dal sottosuolo saltando un intero dungeon.
Tornando agli oggetti andati perduti, per mia fortuna ho avuto il buon senso di non rivedere l'equipaggiamento che avevo con me in precedenza ed ho quindi potuto evitare di girare con i membri del party disarmati e per la maggior parte in mutande. Una volta uscito dall'Underdark ho avuto a che fare con un gruppo di Elfi molto mal disposti nei mie confronti, ma che alla fine hanno accettato di aiutarmi grazie al fatto che anche loro hanno delle questioni in sospeso con Bodhi e Irenicus. Il prossimo passo a quanto pare e' quello di regolare i conti con la folle vampira, ma prima di questo ho avuto diverse altre faccende da sbrigare.
Le più degne di nota sono state le quest personali di Dorn Il-Khan ed Hexxat: La nerboruta guardia nera mezzorco mi ha coinvolto in un altro giri di assassini di alti prelati e paladini di Helm in nome del demone Ur-Gothoz tra il distretto del tempio di Athkatla e i boschi circostanti, culminato in un rituale blasfemo nel quale, previo un sacrificio umano, sono riuscito ad imprigionare l'essenza di una sorta di semi-divinità chiamata Azoneth (ovviamente avversaria di Ur-Gothoz) in una magnifica spada a 2 mani che e' ovviamente adesso e' l'arma principale del mio "secondo in comando".
L'affascinante Ladra Vampira mi ha invece condotto, previo teletrasporto, in una esotica tomba alla ricerca dell'Artigio del Leopardo Nero, manufatto da rubare per far felice L, il suo fantomatico datore di lavoro. Dopo essermi aperto la strada a colpi di Katana (gli dei siano lodati per Furia Celestiale e i suoi poteri) tra mummie, fantasmi e Mind-flayers ho recuperato l'oggetto e riaperto il portale per tornare ad Athkatla (senza di esso sarei rimasto bloccato nella tomba!) in attesa del prossimo incarico visto che la quest-line non e' ancora finita.
Oramai manca poco per vedere l'end-game, mi centellinerò il resto del gioco con la dovuta calma sempre tenendo ben presente il target di completarlo entro la fine del mese.
lunedì 16 settembre 2019
Le Ombre dell'Amn...
Al momento il mio party e' composto da Lothair (ovviamente), Dorn Il-Khan, Viconia, Korgan ed Hexxat, quindi in sostanza 2 Blackguard, un guerriero, una chierica e una ladra-vampira: manca solo il Mago Rosso di Thay per avere tutti e 6 i componenti della banda di infami a cui stavo pensando, ma prima di andare a reclutare Edwin voglio smazzarmi un po' delle quest che ho raccattato girando per Athkatla e recuperare le 15.000 monete che mi sono state richieste come "tributo" per ricevere aiuto nella mia vendetta contro Irenicus: come disse Proietti in una sua famosa gag: Ar Cavaiere Nero nun je devi da caca' er cazzo!
lunedì 3 giugno 2019
Le Ombre di Daggerford
Come spesso mi capita, mi per la creazione della mia Sylleth (questo e' il nome che ho scelto) mi sono lasciato ispirare da un personaggio reale o di fantasia e in questo caso il modello da me scelto e' stata Fujiko Mine, la bellissima e pericolosa amica di Lupin Terzo. Ho quindi impostato una Ladra Mezzelfa caotica-neutrale specializzata nel combattimento con due armi e nelle normali attività da ladra. Causa un magnifico portrait trovato in rete, del quale ringrazio l'ignoto autore, (se vi interessa sapere come perparare portraits custom per NwN date una occhiata a questo ottimo tutorial) ho deciso di non dare a Sylleth l'aspetto di Fujiko, ottenendo comunque un otimo risultato, che potete vedere qui sotto:
Il modulo ci porta da subito al livello 8, probabilmente il minimo per poter affrontare l'avventura. Effettuando il passaggio di livello a mano ho spartito i punti abilita' cercando di massimizzare quelle che ritenevo piu' utili (i ladri hanno parecchie abilita' di classe), investendo anche qualche punto su Intimidire, Raggirare e Persuadere, sebbene qui sarebbe utile aumentare di aumentare il carisma di Sylleth fino ad avere almeno un bonus di +2.
Il build pare buono e per la (spero) vostra gioia l'ho gia' messo disponibile per il download nell'apposita pagina.
domenica 5 maggio 2019
Pentiti... reprobo!
E niente, alla Ubisoft perdono il pelo, ma non il vizio: Far Cry 5 e' sicuramente il migliore capitolo della serie (escludendo ovviamente il primo Far Cry che fa storia a se), anche se la casa francese ha deciso di adottare la tattica "Gattopardiana" del Cambiare tutto per non cambiare nulla...
Si, perché in FC5 e' stato deciso, (finalmente direi), di droppare le ventordicimila torri da scalare per sbloccare la mappa e, soprattutto, l'odioso obbligo di dover andare a caccia di armadilli e pavoni (quasi cit. Aldo, Giovanni e Giacomo) per girare con più di 2 caricatori per il fucile d'assalto. Droppato si, ma solo per essere sostituito con la necessita di recuperare punti perk tramite le sfide, attività di vario genere da completare lungo la partita e che includono anche la caccia a determinati animali... 😖
Ciò nonostante il gioco e' comunque estremamente godibile, anche grazie al fatto che a struttura di gioco ha beneficiato di diversi elementi presi da (o quanto meno simili a) Ghost Recon: Wildlands, ed in particolare alla presenza dei 3 territori separati, (ciascuno controllato da uno dei 3 dei fratelli Seed più piccoli), da liberare uno alla volta, rendendo il gioco meno dispersivo rispetto ai capitoli passati.
Meno dispersivo, ma molto più caotico rispetto al passato: e' difficile poter fare più di 500 metri di strada senza imbattersi in una pattuglia dei cultisti, un prigioniero da liberare o un altra delle tante attività accessorie (ma anche no) disponibili nel gioco!
In queste prime 13 ore di gioco sono riuscito a liberare Holland Valley piantando del piombo rovente nella testa di quel simpaticone di John Seed, facendo parecchie side quests lungo la strada (e nella stessa zona ne ho sbloccate almeno un altra decina), il tutto senza sentire noia ne fatica. Almeno per adesso sono decisamente soddisfatto, speriamo che le cose non cambino in peggio proseguendo...
domenica 20 gennaio 2019
Una prima occhiata ad Ace Combat 7: Skies Unknown
Premessa: Se dovessi scegliere una canzone come colonna sonora adatta alla lettura di questo post, invece delle scontate Danger Zone o Might Wings, (brani facenti parte della "iconica" colona sonora del film Top Gun), opterei per Thunderstruck degli AC/DC, pezzo che con gli aerei da caccia non c'entra nulla, ma che con il suo ritmo meglio si adatta a quello indiavolato dei duelli aerei di Ace Combat. Provate una volta a mandarlo in cuffia a tutto volume mentre giocate e capirete il perche'...
domenica 4 novembre 2018
Creare l'Araldo di Kyros
E' da questa mattina, da quando cioè ho avviato il client di Tyranny per impostare il personaggio, che ho il giro di basso di Walk on the Wild Side di Lou Reed che mi suona pigramente nella testa, forse perché non sono particolarmente avvezzo a giocare con i personaggi malvagi, ed in Tyranny noi, che lo vogliamo o meno, facciamo proprio parte delle schiere dei cattivi della storia.
E quindi, per questa mia passeggiata nel lato selvaggio, ho deciso di realizzare un personaggio melee, ma con lingua tagliente come le sue lame, visto che nel suo ruolo di Fatebinder (lascio il termine in inglese perché tradurlo con "Legadestini" fa lo stesso effetto dello stridere del gesso sulla lavagna) dovrà sicuramente parlare parecchio.
Questa volta non sono partito da un personaggio particolare per creare Sonja (questo il nome che ho scelto), il suo aspetto l'ho copiato da uno dei ritratti pre-definiti del gioco (si può comunque personalizzarselo, le istruzioni le potete trovare sulla Wiki del gioco). Mi e' stato quindi chiesto quale e' l'origine di Sonja e, fra le varie opzioni, ho scelto Gladiatore, ottenendo dei buoni bonus per il combattimento con doppia arma, arma a una mano e combattimento a mani nude.
Dopodiché ho scelto di specializzare Sonja nell'uso di spada e scudo (principale) e doppia arma (secondaria). Dopo aver distribuito punti abilita e skills, non ho dovuto fare altro che personalizzare il colore dell'armatura di Sonja e il suo stendardo, per il quale ho scelto una vipera dorata in campo celeste (giusto per non essere troppo autoreferenziale).
Il gioco a questo punto avrebbe iniziato a farmi una serie di domande atte a stabilire la storia di Sonja durante i precedenti 3 anni della Conquista. Queste domande hanno lo scopo di determinare la reputazione del personaggio rispetto alle fazioni del gioco. Inizialmente avevo iniziato a rispondere, ma poi mi ho deciso di usare uno dei template prefabbricati e fare di Sonja un membro dei Disfavored, ovvero i soldati di Elite dell'armata di Kyros.
Per ora ho giocato solo la prima mezza oretta e devo dire che quello che ho visto mi e' piaciuto: il gioco e' molto simile a Pillars of Eternity come meccaniche e interfaccia (del resto usa lo stesso engine di gioco) e sono quindi molto curioso di vedere come evolve la storia: questo e' già il secondo "Araldo" che creo in meno di una settimana, mi auguro vivamente che sia quello buono...
lunedì 22 ottobre 2018
Now Playing - 22/10/2018
Settimana proficua, questa appena passata, per quel che riguarda la partita a The Witcher 3: Blood and Wine: tra giorni feriali e il week-end sono riuscito a completare un discreto numero di quest secondarie, inclusi i tornei di lotta e di Gwent (da notare che questa espansione introduce il mazzo di Skellige, attorno al quale ruota la quest del torneo).
Almeno da quello che ho potuto vedere fino a qui, il tema Cavalleresco del DLC e' stato ben sviluppato nelle varie quest del gioco: in una delle primissime che si possono incontrare, Geralt dovrà aiutare un giovane cavaliere a scoprire il mistero che cela la sua amata dama vincendo un torneo cavalleresco. Un altra quest presenta richiami alla saga di Re Artu', con tanto di Dama del Lago (per altro vecchia conoscenza di Geralt) e spada magica da dare in premio solo a colui che si dimostrerà degno delle virtù cavalleresche (compassione, onore, generosità, valore, saggezza... ricordano molto quelle di Ultima).
C'è anche quello che credo essere un omaggio ad Asterix, e ad una delle vicende narrate nel film di animazione Le dodici fatiche di Asterix e più precisamente alla scena in cui il piccolo ma forzuto eroe Gallo si torva ad avere a che fare con l'assurda e paradossale burocrazia dell'Impero Romano per farsi rilasciare il lasciapassare A38 (nominato anche nella quest di BaW), nel caso dl nostro Geralt, il problema sarà quello di farsi riattivare un contro corrente bancario bloccato in quanto lo strigo era stato dato per morto.
Se il tenore delle quest del DLC si mantiene su questo livello finirò per giocarmele tutte, ma devo comunque tenere presente il Piano 2018 e darmi un limite: chiuderne il più possibile entro il prossimo week-end e poi riprendere la quest principale.
Chiudo dicendo che con 92 ore, The Witcher 3 e' ufficialmente il secondo gioco della mia classifica personale steam per tempo di gioco.
martedì 16 ottobre 2018
Il Regno dei Cavalieri e del Vino
Benvenuti a Toussaint, terra meravigliosa di Dame, Cavalieri, Vino e a quanto pare anche di Vampiri!
Lo scorso week-end non ho avuto molto tempo ma sono comunque riuscito ad iniziare la partita a The Witcher 3: Blood and Wine e completare i primi passi della main quest e come risultato, grazie alla generosità della Duchessa, Geralt e' adesso proprietario di una magnifica Vigna, che mi sono divertito a ristrutturare (spendendo parecchi sudati oren) e ad arredare con le armi rare trovate durante le precedenti partite. In realtà sono andato un po' più avanti con la main quest, e più precisamente ad incontrarmi e scontrarmi brevemente con quello che parrebbe essere il "cattivo" del gioco per poi riabbracciare un vecchio amico di Geralt: il vampiro Regis, uno dei personaggi meglio realizzati da Sapkowski.
A questo punto ho deciso di fermarmi con la main per dedicarmi alle parecchie side-quest e contratti da witcher che ho già accumulato controllando le bacheche che ho incontrato: ho deciso che questa espansione merita di essere giocata con la dovuta calma e quindi le dedicherò il resto di questo ottobre e, se necessario, anche la prima meta' del prossimo.
Un ultima nota sulla mappa: se l'ambiente del gioco base era magnifico ma caratterizzato dalla cupezza e violenza di un paese in guerra (cosa che comunque e' perfettamente in linea con le atmosfere narrate nei romanzi dello Strigo), quello di Toussiant e' invece una sorta di terra fatata, dove il sole splende su vigne e campi di messi dorate (e il sistema di illuminazione del gioco e' li a sottolineare questo aspetto con un bel glare). L'impressione che ne ho avuto fino ad ora e' quella che i level designers di CD Projekt si siano ispirati alla campagna Toscana (quella che gli Inglesi chiamano "Chiantishire").
La mia ipotesi e' suffragata anche dal fatto che il clima di Toussaint sembri essere caldo e vi si coltiva anche l'Ulivo. Inoltre, molti luoghi riportano nome in italiano (Corvo Bianco, Vermentino, Coronata, Rivecalme)... Sarebbe interessante scoprire se ho ragione.
sabato 29 settembre 2018
Le Ombre di Hong Kong
Dopo l'Europa centrale lo scenario e' questa volta l'oriente e la città di Hong Kong con le Triadi e la sua criminalità più o meno organizzata. Con che incarnazione affrontare questa avventura? In questo caso mi sono lasciato ispirare dal ricordo di un vecchio e quasi sconosciuto film della meta' degli anni 80: Runaway, dove Tom Selleck interpretava un poliziotto del futuro. La pellicola non sarebbe stata poi così male, ma purtroppo nello stesso anno uscì un altro film di fantascienza intitolato Terminator...
Visto che "Jack R. Ramsay" come nome non mi piaceva più di tanto ho alla fine optato per lo scontato, ma sicuramente più carismatico Thomas Magnum, con nome di strada "P.I.", (giusto per rimanere ancora nello scontato). Ho quindi creato uno Street Samurai con eleganti baffoni, gran fisico, intelligenza, carisma e buona capacita' ad usare la armi (ho preferito i fucili da assalto rispetto alle pistole), peccato non aver trovato camice hawaiane tra le possibili personalizzazioni disponibili nel gioco.
E bon, ho iniziato la partita con un messaggio del mio padre adottivo che mi inviata a raggiungerlo ad Hong Kong. Arrivato al molo ho incontrato Duncan, quello che era il mio fratellastro e assieme a lui e ad un altra tizia (entrambi poliziotti) mi sono diretto verso il luogo dell'appuntamento dove ho incontrato un gruppo di Shadowrunners che a quanto pare sono stati ingaggiati dal mio patrigno per proteggere me e Duncan. Manco il tempo di finire le presentazioni che il piombo inizia a volare: l'amica di Duncan e due dei mercenari vengono uccisi sul posto dalla polizia locale (ma il mio fratellastro non era uno di loro?), mentre io e gli altri dobbiamo avanzare di riparo in riparo per coprirci dal fuoco nemico fino a raggiungere le fogne.
Bene, come c'era da aspettarsi, quella che sembrava una semplice rimpatriata si e' trasformata in una trappola (per la cronaca, paparino pare essere stato ucciso dalla polizia poco prima del mio arrivo). Non starò a farvi la cronaca di tutto quello che e' successo dopo (anche per non spoilerare troppo), aggiungo solo che io e Duncan siamo adesso ricercati come terroristi, da li a breve saremo reclutati dalla Triade per diventare Shadowrunners e che sono pronto a scommettere una caramella ciucciata che prima o poi arriveremo faccia a faccia con chi ci ha incastrato in questa faccenda...
mercoledì 4 luglio 2018
Zombie & Parkour
Una delle prime cose che mi ha compito nelle primissime ore a Dying Light e' una sensazione strana sensazione di Deja-vu: torri radio da scalare, avamposti da liberare, un cattivo talmente antipatico da far venire gli istinti omicidi... per un attimo ho pensato di essere di fronte ad un Far Cry 3 / 4 a caso.
Ok, la struttura base del gioco e' indiscutibilmente quella di Dead Island, (il precedente lavoro di Techland in salsa zombie), con pero' una trama meglio definita e di maggior spessore, e, soprattutto, maggiori possibilità di azione, rispetto a DI grazie al parkour, che oltre ad essere tutto sommato divertente ci risparmia lunghe scarpinate per le vie di Harran e un sacco di problemi con gli Zombie...
Gli Infetti, (cosi sono chiamati nel gioco), non costituiscono un grosso problema finché li aggiriamo camminando sui tetti o anche passando loro non troppo vicini, se pero' ci avviciniamo troppo o attiriamo la loro attenzione facendo troppo rumore possono diventare problematici, specie se in gruppi numerosi. Affrontarli in corpo a corpo e' possibile ovviamente, ma come in DI le armi melee hanno una durata molto limitata, (forse per spingere ancori di più la componente crafting del gioco) e quelle da fuoco hanno il problema che fanno rumore.
Proprio grazie al crafting ho parzialmente risolto il problema dell'equipaggiamento: lanciando il gioco ho scoperto che all'epoca avevo acquistato anche un paio di DLC "cosmetici" del gioco: Harran Ranger bundle e White Death bundle (li potete vedere nelle immagini qui sotto) che oltre a un paio di outfit fighi (ma inutili) per il protagonista mi hanno dotato di alcuni interessanti progetti per costruire un arco, un paio di grossi coltelli e una versione speciale della carabina da assalto.
Ho fabbricato l'arco quasi subito (per gli altri ho dovuto faticare un po' per trovare i componenti necessari) e come un novello Legolas sono andato in giro per la città piantando frecce in testa a tutti gli infetti che non potevo evitare, apprezzando nel contempo il sistema di crescita del personaggio che assegna punti abilità su 3 alberi diversi (Agilità, Sopravvivenza e Forza) in base alle azioni che abbiamo compiuto (un po' come accade nei vari The Elder Scrolls).
Se di giorno scorrazzare per la strada e' tutto sommato facile e relativamente sicuro, farlo di notte e' decisamente pericoloso, visto che dovremo evitare gli Infetti notturni, capaci di rilevarci ed inseguirci molto velocemente: affrontarli e' un suicidio, quindi l'unica cosa da fare e' filarsela di gran carriera, possibilmente mettendo più ostacoli possibile tra noi e loro.
Ho il dente molto avvelenato con Techland sia per la questione di Hellraid (gioco annunciato qualche anno fa il cui sviluppo e' fermo in attesa di non si sa bene cosa) sia per l'occasione mancata di Dead Island e del suo "soporifero" seguito/espansione Dead Island: Riptide, ma devo ammettere che, almeno per queste prime 9 orette scarse di gioco, quello che ho visto mi e' piaciuto un sacco... Che abbiano capito la lezione?
giovedì 7 giugno 2018
Incubo Mech
Non sono per nulla un fan dell'Endurance (ovvero costringere il giocatore a resistere ad orde infinite di nemici per un certo tempo o fino al completamento di un certo obbiettivo) come strategia di strutturazione dei livelli dei videogiochi: trovo infatti che sia indice di povertà di idee, oltre che una roba antiquata.
Detto questo pero', l'endurance visto nella missione del dlc Shen's Last Gift di XCOM 2 mi ha dato una grande soddisfazione (ocio che da qui c'è un bel po' di Spoiler!): Tutto e' iniziato con un tentativo di intrusione nel computer dell'Avenger. La localizzazione della sorgente dell'attacco mi ha portato ad una struttura di produzione Advent solo apparentemente abbandonata, all'interno della quale ho incontrato Julian, una IA creata dal dottor Shen (il capo ingegnere di XCOM), che caduta sotto il controllo Advent e' andata fuori di brocca e quindi ha deciso di fare a pezzi la mia squadra e Lily Shen, che in questa missione e' scesa in campo con gli operativi XCOM.
Quello che ne e' venuto fuori e' stato uno scontro organizzato su i 3 livelli della struttura dove Julian ha continuato a spammare Mech con tendenze esplosivo-kamikaze e torrette laser ad ogni turno, mentre i miei uomini hanno dovuto cercare di resistere in attesa di poter fuggire dal livello. In quello finale poi mi aspettava uno scontro con un mega mech corazzato, controllato da Julian stesso, che sono riuscito a tirare giù solo al terzo tentativo (sia benedetta la possibilità di salvare la partita in ogni momento).
Il premio per il successo, ottenuto non senza veder praticamente tutti gli operativi della mia squadra tornare a casa feriti seriamente, e' stato una unità SPARK, ovvero un bel Mech tutto mio (e dotato di una IA decisamente molto più cordiale di quella di Julian), che ovviamente mi sono portato dietro nelle missioni successive, utilizzandolo come tank (letteralmente).
Questa del di Shen's Last Gift non e' la prima missione "adrenalinica" che incontro nella mia run a XCOM2, devo dire che in generale il gioco, nella versione liscia, pur essendo molto simile al primo in termini di meccaniche e', almeno per quanto ho visto fino ad ora, decisamente molto più entusiasmante... Speriamo vada avanti cosi!
mercoledì 18 aprile 2018
Finalmente le Skellige!
Come si suol dire, meglio tardi che mai! Dopo essermi smazzato parecchie quest a Novigrad, tra primarie e secondarie, sono finalmente giunto alle isole Skellige e alla loro affascinate ambientazione simil-Vichinga. Ho decisamente sottovalutato la quantità delle cose da fare in questo gioco, e mi sono anche lasciato coinvolgere da diverse sotto-trame decisamente interessanti, del resto, uno dei grandi pregi di The Witcher 3 e' che le quest banali sono realmente poche.
Tra le altre cose, a Novigrad ho anche completato la romance con Triss, che sebbene non sia la compagna dello Strigo nei romanzi di Sapkowski, lo e' de-facto per quel che riguarda la serie di video-games, con buona pace di Yennefer.
Il contatore di steam dice che sono a 54 ore di gioco, tante quante ne ho impiegate per Divinity Original Sin. Si inizia ad intravedere la luce in fondo al tunnel? Purtroppo no: sebbene in teoria sia alla sezione finale dell'ipotetico secondo atto del gioco ho idea che per arrivare alla fine mi servano almeno un altra trentina di orette buone, ovviamente calcolate escludendo le due espansioni Hearts of Stone e Blood and Wine, che a questo punto credo che mi giocherò in un secondo momento.
Alla fine di Aprile mancano ancora 12 giorni; la cosa e' fattibile ma devo sbrigarmi...
martedì 13 marzo 2018
Now Playing - 12/03/2018
Si procede bene: giocando a The Witcher 3 ho finito la quest-line legata al Barone Sanguinario, (che dal punto di vista narrativo ho trovato a dir poco splendida) e potrei adesso spostarmi sulla successiva. Ma prima di abbandonare il Velen mi dedicherò a completare quella ventina di side-quests, contratti da Witcher e cacce al tesoro (queste in particolare per recuperare set di equipaggiamento di buon livello) che ho raccattato nei miei pellegrinaggi.
Il gioco e' veramente splendido, sebbene non perfetto: l'input system tende ad impastarsi un po' (sto giocando con il pad), spesso non e' facile interagire con gli oggetti e spostarsi non e' sempre agevole, specie se non siete amanti delle lunghe cavalcate. Altra cosa poco comprensibile e' il fatto che il quantitativo di punti esperienza che si ottengono per i combattimenti e' veramente misero (addirittura 3 o 5 per un gruppo di Drowner!).
Peccati veniali? Almeno in parte si, del resto spariscono di fronte ad un gioco la cui narrativa e' a dir poco eccelsa, ambientato in un mondo decisamente realistico.
martedì 6 marzo 2018
Now Playing - 06/03/2018
Marzo e' arrivato e, conclusa la run a Star Wars: Battlefront II (recensione a breve), ho finalmente iniziato la partita a The Witcher 3, che in meno di 5 orette mi ha già preso il cuore. Arrivarci in fondo non sarà una cosa breve: se ci si fa prendere dalla sindrome del voglio vedere tutto si può arrivare a diverse centinaia di ore di gioco solo con la campagna base, ma ovviamente poi ci sono anche le espansioni Hearts of Stone e Blood and Wine...
In realtà il gioco, quando si inizia una nuova partita, permette di scegliere se giocare tutto o solo le due espansioni singolarmente. Questa possibilità potrebbe essere utile nel caso decidessi di chiudere la partita solo con la main quest, per poi tornare a giocarmi le espansioni in un secondo momento, un po' come ho fatto per quelle di Skyrim. Per ora questa e' ovviamente solo una ipotesi, Piano alla mano, per TW3 ho a disposizione i mesi di Marzo e Aprile, quindi non e' detto che debba tagliare via prima.
Dove sono arrivato? Per ora ho sostanzialmente completato il prologo del gioco a Bianco Frutteto per giungere al cospetto dell'imperatore Emhyr var Emreis a Vizima. Non ho importato il salvataggio di TW2, ma il gioco mi ha comunque permesso di riassumere la storia precedente tramite alcune semplici domande fatte da un generale Nilfgardiano. Le domande sono 5 e mi sono preso la libertà di fare un cambiamento:
- Aryan La Valette: Vivo.
- Ho lasciato Flotsam con Vernon Roche.
- Ho salvato la principessa Anais (avevo salvato Triss).
- Ho salvato Sile de Tansaville.
- Ucciso Letho (ma qui avevo giocato entrambi i finali).
Chiudo dicendo che ho anche giocato la prima oretta di Wonder Boy: The Dragons's Trap su PS4... Bellissimo ma in certe punti a forte rischio di lancio del pad 😣
venerdì 29 dicembre 2017
Laretta mia, cosa ti hanno fatto?
Ok, ok! La serie Tomb Raider non si e' retta per 20 anni solo sulle poppe di Lara, ma indubbiamente il carisma del personaggio ha sempre giocato una parte molto importante, sia nel successo che nella caratterizzazione della serie. Mi consola almeno constatare che da quanto visto fino a qui il gioco in se non sembra affatto male, speriamo che continui di questo passo.
sabato 9 dicembre 2017
Vado matto per i Piani ben Riusciti! - Parte 2
Dopo aver regolato diversi conti in Arizona (incluso quello con i Red Skorpions alla Prigione) il mio A-Team ha finalmente raggiunto Santa Fe Springs e la California, segno che dovrei essere giunto grosso modo a meta' dell'opera con la mia partita a Wasteland 2. Come c'era da aspettarsi, con il cambio di area le cose si sono fatte decisamente più dure, a partire ovviamente dagli incontri.
La primissima missione che Hannibal e soci hanno dovuto affrontare e' stata quella di ripulire l'area dai cani e procioni mutanti che la infestavano e chiudere le brecce nel muro perimetrale dal quale essi entravano (Santa Fe sarà la nostra base operativa in California e deve essere quindi resa sicura). Già dal primo incontro con le bestiacce mi sono reso conto di quanto fosse decisamente più ostico abbatterle: in parte perché attaccano in gruppi abbastanza numerosi e in parte perché sono dotate di un maggior numero di hit-points e con le mie armi attuali sono spesso necessari più di 2 o 3 colpi a segno per ucciderne uno.
Per ora la quadra tiene botta abbastanza bene ma credo sia necessario trovare alla svelta equipaggiamento migliore per P.E., Hannibal e Murdoch (Sberla ha trovato un buon fucile di precisione proprio qui a Santa Fe). Nel frattempo devo piazzare altri ripetitori di segnale e investigare i diversi gruppi di folli che abitano questa regione...




























