venerdì 31 luglio 2026

Ready or Not - Recensione

 Siete esperti giocatori di CoD e Arma? Credete che giocare al poliziotto speciale quindi sia per voi una passeggiata di salute? Siete dei poveri illusi, e questo gioco vi sbatterà la dura realtà in faccia, (e nel modo più crudele e punitivo possibile!).

 Giusto un paio di anni fa grazie a GOG (sempre sia lodato) ho ri-giocato SWAT 4 e la sua espansione The Stetchkov Syndicate, titolo che nei primi 2000 (ma anche nella partita più recente) mi ha fatto letteralmente sclerare di brutto grazie al suo gameplay impegnativo, che richiede una attenta pianificazione unita ad una meticolosa e precisa esecuzione per evitare di entrare in un entero loop di try-fail-retry sulla stessa mappa/missione. Nonostante sia stata una faticaccia arrivarci in fondo la soddisfazione e' stata davvero tanta.

 Ready or Not (RoN), di VOID Interactive, e' stato sviluppato per essere l'erede spirituale di SWAT e usa la versione riveduta, corretta e in moltissimi casi migliorata delle medesime meccaniche di gioco: impersoneremo il comandate della squadra SWAT della città fittizia di Los Suenos e dovremo affrontare una serie di missioni ad alto rischio dove dovremo rendere inoffensivi pericolosi criminali e salvare la vita di ostaggi e civili che loro malgrado si troveranno nella zona di operazioni.

 L'uso della locuzione "rendere inoffensivi" non e' casuale: RoN non e' Call of Duty e se andiamo in giro a sparare a tutto ciò che si muove non andremo molto lontano. Al contrario, dovremo cercare quanto più possibile la vita e l’incolumità di vittime e aggressori, specie se vogliamo raggiungere il punteggio più alto. Purtroppo non sarà sempre possibile, specie considerando che l'IA nemica ha troppo spesso la tendenza a sparare prima e discutere dopo, ma in ogni caso dovremo comunque cercare di usare la forza solo come extrema ratio, e preferibilmente solo per spaventare o ferire.

 L'HUB principale di gioco e' la stazione della polizia i Los Suenos, che potremo liberamente esplorare per fare pratica al poligono e nella stanza degli armadietti, dove potremo personalizzare armi, attrezzatura ed aspetto del nostro operatore. L'area principale e' ovviamente la sala Briefing, dove potremo selezionare la missione da affrontare e ricevere le relative istruzioni, scegliere il punto di partenza e selezionare il nostro team di assalto (4 uomini + ovviamente noi). Da notate che col progredire del gioco saranno sbloccate altre aree come la sala operativa, il deposito delle prove e la stanza dei detective, che almeno al momento in cui scrivo questa recensione non hanno un vero e proprio uso pratico.

 Una volta in azione il nostro compito principale sarà quello di guidare con intelligenza e prudenza il nostro team: la grande maggioranza delle missioni si svolge su aree prevalentemente al chiuso, dove i nemici molto, anzi troppo, spesso hanno il vantaggio di potersene stare nascosti e al coperto, a differenza di noi (da notare comunque che nonostante in una stessa sotto-area della mappa ci sia sempre più o meno il medesimo numero di nemici, la loro posizione cambia riavviando la missione, rendendo quindi ogni tentativo diverso dal precedente). Se vogliamo fare in modo di arrivare in fondo alla missione interi sarà quindi necessario agire con estrema prudenza e sfruttare le possibilità tattiche offerte del nostro equipaggiamento e dell'IA alleata.

 Il caso classico e' l'ingesso in un ambiente chiuso: spalancare la porta ed entrare e' un rischio che non vale mai la pena di correre visto che non e' possibile sapere se dentro troveremo ostili (o anche trappole) oppure no. Molto meglio usare l'Opti-wand (sostanzialmente una sorta di micro camera che potremo far passare sotto lo stipite per vedere eventuali pericoli dietro di essa. Una volta individuati i "Tango" la cosa migliore da fare e' ordinare ai nostri uomini di raggrupparsi vicino alla porta (o alle porte, se dovessero esserci più' ingressi) e successivamente dare l'ordine di sfondare la porta, lanciare una Flash-Bang e entrare, in modo da prendere i nemici quanto più di possibile di sorpresa e renderli più inclini a gettare le armi e arrendersi. Da notare che tutto questo può essere fatto con un paio di semplici click del mouse sulla comoda interfaccia ordini, attivabile tramite il pulsante centrale del mouse.  A onore del vero va detto che una interfaccia simile era presente anche in SWAT, sebbene quella di RoN sia maggiormente contestuale e semplice da usare rispetto alla vecchia. 

 E con i civili che dovremo fare? Beh, in quel caso dovremo comunque ammanettarli e metterli in sicurezza, questo vuole la procedura. Inutile dire che non sarà sempre semplice: di frequente protesteranno e si rifiuteranno, e allora saremo costretti ad usare le maniere forti e pazienza: si tratta della loro sicurezza e incolumità. Ecco, ho insistito molto sulla sicurezza e sula necessita' di versare meno sangue possibile e credo sia ora di spiegarne il motivo, che va ben oltre all'impatto sul punteggio della missione: missione dopo missione i nostri compagni di squadra accumulano esperienza e sbloccano utili skills che non e' il che pero' verranno perse se l'operatore muore. Oltre a questo, le morti (di civili o peggio, compagni), come le ferite ricevute hanno un effetto psicologico su i membri del team, che accumuleranno stress forzandoci a metterli a riposo per qualche turno o addirittura in cura psicologica nei casi più' gravi.

 Se uniamo questo al fatto che i risultati e l'esito di una missione (positivi o negativi che siano) non possono essere annullati (il salvataggio e' singolo ed automatico) ne consegue che serve una accurata gestione sia della missione che del team per evitare di trovarci in difficoltà nel momento peggiore della campagna.

 La personalizzazione del personaggio mette sin da subito a disposizione del giocatore tutto l'arsenale del gioco, inclusi innesti (come mirini, impugnature, puntatori laser e torce) e gadget vari (granate stordenti, taser, tronchesi, Opti-Wand, fucili al peperoncino, etc). Gli unici oggetti bloccati sono parti di vestiario che hanno solo un ruolo cosmetico e sono in genere sbloccati al completamento di una certa missione con un certo punteggio minimo. La "ciccia" dell'equipaggiamento, quello che conta davvero, non dovrete sudarvelo ma sarà subito pronto a vostra disposizione.

 Il lato tecnico e' molto buono, pur senza far gridare al miracolo: la qualità di modelli e texture e in linea con gli standard moderni e l'AI (sia alleata che avversaria) fa il suo sporco lavoro in maniera efficiente. Unica pecca e' che negli ambienti stretti e' facile incastrarsi tra i compagni e "liberarsi" richiede qualche operazione di troppo e che poteva essere evitata rendendo l'IA un poco più' smart.  

 Concludendo, Ready or Not e' un ottimo titolo per chi apprezza sfide impegnative e non si scoraggia di fronte ad un titolo che alle volte può risultare parecchio punitivo. Arrivarci in fondo senza proferire una miriade di apostasie e' estremamente difficile, ma farlo da comunque parecchia soddisfazione.

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