mercoledì 14 febbraio 2018

The Elder Scrolls V: Skyrim – Dragonborn - Recensione


Tempi duri per il Dovahkiin, oltre a dover risolvere il già abbastanza complicato problema del ritorno dei draghi dovrà avere a che fare con le manie di grandezza di tale Miraak, sedicente Primo Dragonborn, che non esiterà a sguinzagliargli contro i cultisti suoi seguaci nel tentativo di ucciderlo. Scampato all'attentato, il Dovahkiin dovrà quindi seguire le tracce di Miraak viaggiando sull'isola di Solstheim, per scoprirne le intenzioni e fermarlo una volta per tutte...

Con Dragonborn, la seconda espansione / DLC per The Elder Scrolls V: Skyrim, Bethesda ha deciso di fare le cose in grande e darci una intera nuova isola: Solstheim, che chi ha giocato a Morrowind ricorderà essere lo scenario dell'espansione Bloodmoon, con un bel carico di nuove locations da esplorare, oltre che parecchie quest secondarie (alcune delle quali sono ambientate in Skyrim) nuove armi, armature, equipaggiamento vario, nuovi nemici, ed ovviamente una nuova quest-line.

Ma a parte questo il pacchetto introduce una sola novità di gameplay, ovvero la possibilità di sottomettere i draghi per poi cavalcarli. Devo dire che nel corso della mia partita ho avuto l'occasione di provare questa nuova feature solo lungo il corso della quest principale e l'impressione che ne ho ricevuto e' stata un delusione a 3/4: Indubbiamente volare su un drago ha il suo fascino, ma il controllo del lucertolone volante mi e' parso un po' troppo macchinoso, specie durante i combattimenti. Peccato perche' questo poteva essere il vero punto forte del DLC.

Ad onor del vero, anche la quest principale dell'espansione non mi ha convito del tutto: il tutto parte molto bene con l'esplorazione di un dungeon molto interessante, ma poi si perde facendo scemare l'interesse. Va inoltre fatto notare che e' molto più corta (si può finire in poco meno di 4 orette) e meno articolata di quella vista in Dawnguard, che a mio avviso e' di qualità nettamente superiore.

Con Dragonborn Bethedsa ha puntato più sulla quantità che non sulla qualità, offrendo contenuti a profusione. Detto questo pero', quello che dovrebbe essere il piatto forte del pacchetto e' abbastanza insipido e francamente mi sarei aspettato molto di più.


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