martedì 29 agosto 2017

Tom Clancy's Ghost Recon: Wildlands - Recensione


Quello di Ghost Recon e' un brand al quale sono particolarmente legato, visto che e' nel lontano 2001 e' stato il primo titolo della serie, assieme alle sue due espansioni, a sancire l'inizio del mio amore per gli FPS (nel caso specifico sarebbe più giusto dire TFPS), genere al quale in precedenza preferivo gli RTS. Abbandonate le atmosfere futuristiche e i gadget da fantascienza del precedente capitolo, con Ghost Recon: Wildlands Ubisoft ha deciso di tornare ad una ambientazione contemporanea (ma pur sempre high-tech) e soprattutto, di fare il grande balzo nel modo degli Open World.
La scelta si e' rivelata azzeccata? Si e no...

Ghost Recon: Wildlands (GR:W) e' ambientato nella Bolivia del 2019, dove il Santa Blanca, un cartello messicano della droga ha de-facto assunto il controllo del paese approfittando della situazione politica instabile. Il leader del Santa Blanca, l'enigmatico quanto inquietante El Sueno, mira a trasformare il paese sudamericano in un narco-stato la cui economia si basa sulla produzione ed esportazione a livello mondiale della cocaina. I nostri 4 operativi Ghost saranno quindi mandati in Bolivia con il proposito di smantellare il cartello e catturare o uccidere El Sueno. Il compito sarà tutt'altro che facile, visto che oltre che i narcos del Santa Blanca avremo di fronte anche L'Unidad, un gruppo speciale dell'esercito boliviano che pur non appoggiando direttamente il Santa Blanca si guarda bene dal contrastarlo (ma in compenso ci e' apertamente ostile). A parziale consolazione avremo dalla nostra parte i ribelli guidati da Pac Katari, che potremo usare come assets di combattimento.


L'Organizazione di El Sueno e' strutturata in 5 rami: Sicurezza, Contrabbando, Influenza e Produzione. Ogni ramo e' retto da un Capo che a sua volta ha sotto di lui un Boss secondario e un numero variabile da 4 a 6 di Buchones (Luogotenenti). Per arrivare a decapitare il cartello dovremo catturare (o uccidere) almeno 2 dei 4 Capi e questi a loro volta saranno accessibili solo dopo aver neutralizzato tutti i Buchones e il Boss Secondario del loro ramo.
La struttura di gioco e' free-roaming / open-world, con la mappa di gioco divisa in varie regioni, ciascuna della quali controllata da un Buchon e con una diversa serie di missioni della storia.
Per raggiungere il Buchon della regione in cui ci troviamo dovremo recuperare le informazioni che ci permetteranno di sbloccare le varie missioni della storia: una volta completate le 5 missioni richieste avremo in mano la posizione del losco figuro e potremo quindi procedere a neutralizzarlo catturandolo o eliminandolo, a seconda dei casi.


Tutta l'azione di combattimento si svolge in terza persona e passa in prima solo quando prendiamo la mira con il fucile. Oltre al nostro personaggio (che potremo personalizzare in toto ad inizio campagna) avremo dalla nostra altri 3 compagni che potremo comandare tramite una semplice interfaccia a ruota di comandi, attivabile usando il tasto dorsale del nastro pad (device che consiglio caldamente di utilizzare per giocare anche se siete su PC).


Il gioco mantiene pienamente la promessa fatta di consentire un approccio libero alle missioni: A parte alcuni casi in cui l'approccio stealth e' obbligatorio siamo perfettamente liberi di decidere se entrare ed uscire dall'area di missione senza sparare un singolo colpo o andare all'assalto a mitra spianati (o scegliere una qualsiasi delle tonalità di grigio intermedie tra questi due estremi). Di più: e' stato fatto un ottimo lavoro me mantenere buono il grado di sfida in entrambi i casi visto che anche ci preferisce i metodi "spicci" troverà pane per i suoi denti, sia grazie ad una IA che oltre a saper sparare mantiene un atteggiamento molto aggressivo, sia per il fatto che il nemico chiamerà rinforzi: in particolare l'Unidad non solo non cesserà di chiamare rinforzi, ma avrà anche un livello di allerta simile a quello visto nei giochi della seria GTA, che mano mano salirà e determinerà non solo la quantità, ma anche il tipo di unità che arriveranno in soccorso del nemico. Un mio assalto ad una delle basi de l'Unidad nelle primissime ore di gioco e' fallito miseramente a causa del fatto che essendomi attardato troppo nella zona mi sono ritrovato sotto una pioggia di missili lanciati da elicotteri da combattimento!


La mappa di gioco e' veramente grande e le varie regioni sono molto ben caratterizzate: si va dalle zone innevate in quota alle rigogliose giungle, passando per aree urbane e turistiche. Per spostarci  avremo a disposizione un gran numero di mezzi sia terrestri che aerei ma, come già visto in Watch_Dogs, il modello di guida di auto e moto implementato in GR:W e' a dir poco becero (i veicoli tendono a sbandare come si tocca lo sterzo) e quello dei velivoli ad ala fissa addirittura peggiore. Per fortuna ci sono anche gli elicotteri, che oltre ad essere molto semplici da pilotare costituiscono il migliore e più veloce mezzo di trasporto del gioco: Con esso potremo arrivare abbastanza vicini agli obbiettivi senza che il nemico si accorga di noi o anche paracadutarci direttamente sopra l'area di missione previo l'aver sbloccato l'apposito perk.
Almeno uno dei rifugi dei ribelli (piccole basi tra le quali potremo spostarci velocemente) di ciascuna area della mappa possiede un elicottero civile che potremo utilizzare. I modelli armati sono tutti appannaggio del Cartello e della Unidad, ma con la dovuta perizia potremo rubarli ed utilizzarli a nostro piacimento.


Oltre alle missioni della storia, Ubisoft ha letteralmente riempito la mappa di ciascuna regione di cose da fare, che vano dalle missioni secondarie, utili per recuperare risorse (benzina, cibo, medicinali e comunicazioni), alla raccolta dei punti da spendere nel nostro albero delle abilità personale alle casse di armi e accessori per le stesse. Purtroppo Ubisoft per l'ennesima volta non ha resistito alla tentazione di rendere queste abilità secondarie semi-obbligatorie legando la raccolta di risorse alla possibilità crescita del nostro personaggio: infatti, per migliorare le nostre abilità sopra un certo grado, oltre ai già citati punti abilità (ottenibili anche passando di livello e completando le missioni della storia),  sarà necessario possedere anche un certo quantitativo di risorse, cosa che si traduce in una spasmodica ricerca delle stesse per la mappa.


Personalmente, questo sistema di allungare il brodo (per altro già abbastanza lungo visto che finire la campagna nel modo più veloce possibile mi ha richiesto 45 ore di gioco) che Ubisoft oramai usa da parecchio tempo (vedi produzioni simili come Watch_Dogs e Far Cry dal trerzo in poi) mi risulta abbastanza indigesto e (nemmeno troppo) alla lunga noioso, visto che obbliga il giocatore a ripetere le stesse imissioni fotocopia un numero enorme di volte. Per altro e' pure inutile: già solo con la campagna single servono almeno 40 missioni per arrivare a vedersela con El Sueno, e solo per arrivare a vedere il finale Evil (per quello Good ne servono almeno il doppio).
Stendo un velo pietoso sul respawn dei nemici: Mi limito solo a dire che aree completamente ripulite tornano ad essere popolate da presenze ostili solo dopo pochissimo tempo o un viaggio veloce verso una delle nostre basi...


Tecnicamente parlando il gioco e' molto ben realizzato: il livello grafico e' ottimo e il motore sufficientemente leggero da tenere quasi costantemente i 60fps a 1080 e massimo dettaglio sul mio sistema, sebbene abbia potuto osservare qualche sporadico episodio di stutter durante le missioni in notturna e/o con i visori termico e notturno. Molto buone le texture e i dettagli dei modelli, in particolare quelle dei nostri uomini, ottimo il feeling delle armi, che con la vibrazione del pad sembrano ancora più realistiche.


Concludendo, Ubisoft a mio avviso ha realizzato l'ennesimo capolavoro a meta': da un lato c'è un gioco open-word affascinante e splendidamente realizzato, dall'altro c'è la consueta piaga delle 1000 attività secondarie da fare per forza e che annoia molto presto. A mio parere vale comunque la pena di giocarci, magari concentrandosi solo sulla storia principale.


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