venerdì 15 giugno 2018

Wonder Boy: The Dragon's Trap - Recensione


Negli anni tra gli 80 e i 90, i (bei)tempi dei cabinati da bar, uno dei giochi su i quali ho investito parecchio tempo e (soprattutto) il denaro della mia magra paghetta settimanale e' stato Wonder Boy in Moster Land (WBiML): un platform dove si dovevano raccogliere le monetine da poter usare per comprare armi e armature  all'epoca mi pareva roba da fantascienza (e un preludio ai CRPG). Riuscii a finire quel gioco solo dopo aver trovato la versione per C64 qualche anno più tardi e solo grazie a parecchie sessioni di gioco. A distanza di tanti anni il fascino di quel gioco su di me rimane del tutto immutato, tanto che come ho avuto notizia dell'uscita imminente di Wonder Boy: The Dragon's Trap per PS4 mi ci sono letteralmente buttato a pesce.

WB:TDT e' un remake di Wonder Boy 3: The Dragon's Trap, seguito diretto di WBiML, con una nuova veste grafica e un nuovo comparto audio: Dopo aver sconfitto il Drago MECHA, il nostro eroe Tom-Tom (che non e' parente dell'omonimo navigatore satellitare) scoprirà che uccidere questi potenti lucertoloni ha delle conseguenze, nella fattispecie, una bella maledizione che lo trasformerà in un uomo-lucertola. L'unico rimedio a tale condizione e' recuperare la Croce della Salamandra, ma per ottenere il magico artefatto dovrà affrontare ed uccidere tutti gli altri draghi del mondo di gioco...


WB:TDT mantiene i medesimo gameplay e lo stesso level-design della versione originale del gioco, tanto che i veterani non noteranno differenze: Potremo ancora girare e ri-girare il mondo di gioco a nostro piacimento, in particolare per raccogliere le monete necessarie ad acquistare armi e armature nuove (basta uscire e rientrare in una schermata di gioco per attivare il completo respawn dei nemici) o per scovare i cuori aggiuntivi che andranno ad aumentare la dimensione della nostra barra dell'energia, cosa a dir poco fondamentale per completare l'avventura.


Ogni volta che incontreremo e sconfiggeremo uno dei draghi, la maledizione ci farà cambiare forma: uomo-topo, uomo-phirana, uomo-falco, uomo-leone... Ciascuna forma ha le sue caratteristiche particolari, che, in genere, ci permetteranno di raggiungere luoghi altrimenti irraggiungibili. Come uomini topo potremo ad esempio arrampicarci su muri e soffitti, come uomo phirana saremo in grado di nuotare sott'acqua ignorando bellamente gli ostacoli etc...


Come da tradizione dei platform da cabinato degli anni 80-90, WB:TDT non e' un gioco semplice: la difficoltà maggiore sta' nel riuscire a coordinare movimenti i movimenti con il corretto tempismo e tenendo conto dell'inerzia del personaggio (che non si ferma istantaneamente molando lo stick analogico): in WB:TDT, la differenza tra un salto sbagliato o tra il compire ed essere colpiti e di pochi pixel e/o pochissimi millisecondi. Per fortuna il gioco e' "abbastanza gentile" con noi in caso di morte: una volta esaurita la vita e le pozioni di cura saremo riportati al punto di partenza ma con il progresso della avventira salvato, incluso equipaggiamento e denaro. Va detto che non e' un gioco particolarmente longevo: grosso modo potete finirlo in 5-6 ore, o anche meno se siete veterani del gioco originale e conoscete gia' i vari livelli.


La nuova veste grafica del gioco, con il suo stile fumetto e' a dir poco meravigliosa (vi basta dare una occhiata agli screen di questa recensione per capirlo), per chi poi fosse nostalgico della vecchia grafica pixellosa anni 80-90, si può passare alla versione originale semplicemente premendo il tasto dorsale del pad. Anche la musica e' ottima, sebbene estremamente ripetitiva (si tratta probabilmente di una serie di MIDI della durata di pochi minuti riprodotti in loop).


Corto, ma inteso, Wonder Boy: The Dragon's Trap e' una Operazione Nostalgia splendidamente riuscita grazie ad un gameplay classico ma affascinante, ad un livello di sfida molto interessate e ad un comparto visivo a dir poco splendido. Il tutto al prezzo di un cinema + pop-corn e bibita.

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