sabato 29 settembre 2018
The Last of Us Remastered / The Last of Us: Left Behind - Recensione.
Può la sola trama fare la differenza? Il caso di Spec Ops: The Line, insegnano che si, una storia profonda e carica di significati può riuscire a sopperire ad un gameplay fin troppo carico degli stereotipi del genere e fare di un titolo altrimenti mediocre un gran bel gioco. E' questo il caso di The Last of Us, acclamato dalla critica come capolavoro assoluto per la sua storia dall'alto contenuto emotivo? A mio personale avviso assolutamente no.
martedì 26 giugno 2018
Shadow Tactics: Blades of the Shogun - Recensione
Nel 1998, Commandos: Oltre le linee nemiche portava finalmente una ventata di freschezza nel genere degli strategici in tempo reale, allora tutti orientati al modello raccogli risorse - costruisci casette - addestra l'esercito, già visto e rivisto in centinaia di titoli, da Warcarft a Command & Conquer. La formula semplice e l'alto livello di sfida ne decretarono il successo, con il quale arrivarono vari seguiti e diverse imitazioni come Desperados e Robin Hood: The Legend of Sherwood. Di questi splendidi ibridi tra stealth e RTS se ne sono pero' perse le tracce fino all'uscita di Shadow Tactics: Blades of the Shogun, che, con la sua ambientazione Giapponese periodo Edo, a base di Samurai e Ninja, ovviamente mi ha subito fatto venire contemporaneamente la Nostalgia Canaglia e l'Hype Assassino...
martedì 24 ottobre 2017
Sniper Elite 4: Deathstorm - Recensione
Come era già accaduto per Sniper Elite 3 e il suo DLC Save Churchill, Rebellion ha deciso di proporre anche per Sniper Elite 4 una serie di DLC che compongono una espansione. Il risultato e' stato Deathstorm: mini campagna in 3 atti che ci vedrà indossare di nuovo i panni del cecchino americano Karl Fairburne, questa volta alle prese con la minaccia portata dal progetto segreto dei nazisti di sviluppare armi nucleari da impiegare contro gli alleati al momento dello sbarco in Normandia.
lunedì 10 luglio 2017
Sniper Elite 4 - Recensione
Karl Fairburne e' tornato dalle sabbie del deserto nordafricano per lanciarsi in un altra missione ad alto rischio: questa volta il suo territorio di caccia sarà il proprio il Bel Paese, dove dovrà affrontare Tedeschi e Fascisti in rimanendo nell'ombra... O anche no!
domenica 30 aprile 2017
Deus Ex: Mankind Divided - Recensione
Chissà perché, la visione che hanno scrittori, registi e sceneggiatori del futuro della razza umana non e' mai rosea, ma sempre orribilmente cupa a vari livelli. A questa regola non fanno eccezione gli anni tra il 2027 e il 2029 del mondo immaginario nel quale sono ambientati Deus Ex: Human Revolution e il suo seguito Deus Ex: Mankind Divided, prequel (e forse anche reboot) dei giochi della omonima serie. Secondo i loro autori infatti, la terza decade del nuovo millennio vedrà il mondo diviso dalle tensioni sociali tra i cittadini "Umani" e quelli "Potenziati", (ovvero dotati di innesti bionici), tensioni che sfoceranno in sanguinosi scontri e in una vera e propria segregazione razziale. Questa cupa atmosfera cyberpunk e' lo sfondo sul quale si muove l'azione di uno splendido Action-RPG in prima persona con una profonda propensione per lo Stealth.
mercoledì 26 aprile 2017
domenica 2 aprile 2017
Now Playing - 02/04/2017
E' stata questa una settimana complicata, ma ciò nonostante sono comunque riuscito a trovare un po' di tempo (poco) per iniziare la mia partita a Deus Ex: Mankind Divided come avevo pianificato. Sono a circa 5 ore di gioco e dopo un breve (ma intenso) prologo, il mio Adam Jensen sta adesso aggirandosi per le vie di una Praga blindata (a dir poco), guardato a vista dalla polizia a causa dei suoi potenziamenti.
Sono stato felice di notare che i ragazzi di Eidos Montreal in questo secondo capitolo del reboot/prequel della serie hanno conservato praticamente intatte le meccaniche di gioco del primo episodio, limitandosi a limarne i difetti e aggiungere qua' e là qualche novità, senza pero' effettuare stravolgimenti. In Human Revolution avevo scelto di giocare usando un approccio stealth / non-letale, evitando gli scontri il più possibile e stordendo i nemici invece di ucciderli. In Mankind Divided ho deciso invece di utilizzare un approccio sempre stealth, ma decisamente piu' spiccio: Stordire gli innocenti e uccidere criminali... E di fatti già nelle prime ore ho piazzato parecchi proiettili in testa dei nemici usando la mia Zenith CA-40 Elite Edition, che, non appena e' stato possibile, ho provveduto a upgradare al massimo e dotare di silenziatore e mirino laser.
Una nota interessante e' che dopo aver provato a giocare sia con il Pad XBox One Elite che con Mouse e Tastiera (anzi, Mouse e Razer Tartarus Chroma) ho deciso di utilizzare il pad anche se di base il gioco e' in prima persona come un FPS: purtroppo anche in Mankind Divided il supporto per il mouse e' mal realizzato: troppo sensibile su di un asse e troppo poco sull'altro, rendendo quasi impossibile mirare con precisione. Con il pad invece, a parte l'effetto "tunnel" si gioca che un piacere.
Vi terrò aggiornati su i progressi nel prossimi giorni.
domenica 2 ottobre 2016
Metal Gear Solid 5: The Phantom Pain - Recensione
Nota: Per godersi appieno questa recensione è consigliabile ascoltare in loop "The Man Who sold the World", di David Bowie, nella versione cantata da Midge Ure, (che poi è quella quella usata nella colonna sonora del gioco).
Al giorno d'oggi è raro trovare un gioco che riesca a tenerci impegnati per più di una quarantina di ore, ed è ancora più raro che dopo 85 ore di gioco la percentuale di completamento sia "solo" (si fa per dire) il 68% del totale. Sia dunque subito chiaro ai maniaci del 100% che conseguire tale risultato con Metal Gear Solid V: The Phantom Pain non è affatto una impresa semplice... Sebbene tale impresa sia incredibilmente affascinante!
lunedì 19 settembre 2016
Il Dolore Fantasma - Parte 4
Ho passato tutta questa settimana a smazzarmi missioni secondarie in attesa di trovare l'ispirazione per affrontare la missione principale 31, il cui titolo è abbastanza esplicito: Sahelanthropus, il mostruoso Mech o meglio, il Battlegear creato da Skullface per i suoi malvagi scopi. Alla fine trovo il coraggio e mi ritrovo ad affrontare un coso grande come un palazzo e armato come una fortezza con solo un lanciamissili (che potrebbe anche essere una mazzafionda visto il danno che procura) che richiede svariati secondi per ricaricarsi.
Al secondo tentativo (il primo è andato sprecato a causa di un colpo fortunato del canone laser nella fase finale dello scontro) riesco a buttare giù il dannato coso. Skullface giace finalemente morente al suolo e Sahelanthropus viene trascinato alla Motherbase (dove adesso fa bella mostra di se sopra la torre della piattaforma di supporto). Big Boss e tutti i suoi compagni fissano il tramonto in posa di fila, (come nella migliore tradizione degli anime Giapponesi), mentre le note di una canzone struggente creano una atmosfera serena e malinconica... E' l'end-game? Proprio no!
Si perché mancano ancora 19 missioni principali alla fine e pure parecchie missioni secondarie visto che la percentuale di completamento segna solo il 53%: C'è ancora un mucchio di lavoro da fare e le ore di gioco totali sono adesso ben 73! E' quasi un mese che sono su questo gioco ed inizio francamente ad essere un po' saturo della cosa, sebbene Metal Gear Solid V: The Phantom Pain riesca sempre a stupirmi sempre di più mano a mano che vado avanti. Credo sia d'uopo cercare di velocizzare la run o rischio di stancarmi definitivamente.
La possibilità in effetti c'è: Delle 19 missioni finali solo 7 servono per proseguire nella storia, le altre invece sono missioni precedenti da rigiocarsi con modalità di gioco differenti, (come ad esempio totalmente Stealth o a difficoltà estrema), e possono essere saltate, in qualche caso sarà però necessario completare alcune missioni secondarie speciali. Credo quindi che mi concentrerò sulle 7 missioni rimanenti e lascerò perdere il resto.
martedì 13 settembre 2016
Metal Gear Solid 5: Ground Zeroes - Recensione
Nota: Per godersi appieno questa recensione è consigliabile ascoltare in loop Here's to you, Nicola and Bart, di Joan Baez.
Metal Gear Solid V: Ground Zeroes è il prequel di Metal Gear Solid V: The Phantom Pain. Pubblicato un anno prima, può essere visto come una sorta di grande demo giocabile del fratello più grande (e completo), ed introduce diverse delle meccaniche di gioco che poi saranno sviluppate completamente in The Phantom Pain.
lunedì 12 settembre 2016
Il Dolore Fantasma - Parte 3
Durante l'ultima settimana sono riuscito a completare ben 11 missioni principali ed almeno un 15 - 20 missioni secondarie, le prime perché molto spesso, grazie ad una attenta pianificazione, possono essere completate in pochissimo tempo, le seconde perché alla fin fine si tratta di una lunga serie di ripetizioni (con qualche variante) del solito archetipo di missione: Salva il compagno, cattura il soldato, sottrai il progetto, smina l'area, distruggi i carri etc... Dopo un po' di tempo passato a smazzarsele ci si prende la mano e piano piano diventano un gioco da ragazzi (o quasi). Le missioni principali invece sono molto più variegate e offrono maggiore soddisfazione, specie se, come dicevo prima, vi prendete il vostro tempo a studiare la situazione tattica prima di agire.
In questa settimana ho anche assistito ad una evoluzione del mio stile di gioco: Mi sto infatti divertendo ad utilizzare l'approccio assassino silenzioso, ovvero eliminare in silenzio (e possibilmente da lontano) i nemici che mi bloccano la strada facendo pero' in modo di arrivare all'obbiettivo senza far scattare allarmi. Questa mezza via tra lo stealth puro e l'assalto alla baionetta oltre a divertirmi sembra pagare in termini di efficenza: Quando il nemico trova un cadavere entra in in allerta, ma non avendo idea della mia posizione non fa scattare l'allarme generale (cosa che complicherebbe la parecchio vita).
Il gioco del resto da il meglio di se quando si sperimenta: Svolgendo le missioni secondarie, in almeno un paio di occasioni mi sono dilettato a seminare il panico fra il nemico eliminando la guarnigione nemica armato di fucile di precisione in pieno giorno. E' divertente notare come l'IA si sforzi per individuarti ed eliminarti, anche se non sempre i soldati nemici sono abbastanza furbi da mettersi al riparo efficacemente. Capita infatti sovente di vederli fermi (o quasi) allo scoperto, come se volessero attirare il fuoco su di essi.Consiglio a tutti di provare almeno una volta di assaltare allo scoperto una grossa base militare: Io l'ho fatto con l'aeroporto in Africa e la battaglia che ne e' venuta fuori e' stata entusiasmante!
Questa settimana ha anche visto una decisa evoluzione dell'equipaggiamento da me utilizzato. Ho infatti abbandonato l'accoppiata AM-MRS-4 / N-ARC-PT
Il G44K e' un ottimo fucile d'assalto bullup, micidiale in CQB, ma privo del silenziatore nella sua versione base, così come l'AM-MRS-71, che e' un ottimo fucile sniper semiautomatico: I requisiti per sviluppare le versioni migliorate di tali armi sono abbastanza alti e senza la possibilità di modificarle a mio piacere dubito che avrei investito soldi e risorse per crearle. Un altro ottimo risvolto della possibilità di personalizzazione delle armi e' stato quello di poter montare un silenziatore dalla durata maggiore rispetto a quelli standard: Adesso mi capita molto più di rado di dover richiedere dei rifornimenti alla base per rimpiazzare il silenziatore rotto.
Infine, ho anche iniziato ad apprezzare l'utilizzo delle Spalle, in particolare D-Dog e Quiet. Il Simpatico cagnone ha un fiuto eccezionale ed e' utilissimo per identificare la posizione di nemici, mine, piante ed animali nelle vicinanze senza dover tirare fuori il binocolo tattico. Quiet invece e' un cecchino grandioso, utile sia come scout (può intrufolarsi non vista in qualsiasi avamposto nemico) che per eliminare bersagli a comando. Entrambi possono essere personalizzati con nuovo equipaggiamento e skin (a Quiet servirebbe proprio un fucile da cecchino silenziato).
mercoledì 24 febbraio 2016
Sniper Elite III - Save Churchill DLC 1 - 3
Visto che l'ho giocato e finito credo valga la pena di scrivere una mini recensione per questo DLC in 3 parti di Sniper Elite III, il simulatore di cecchino di Rebellion.
In questa storia in 3 parti, il nostro Karl Fairburne, il super cecchino americano agente dell'OSS
si troverà a dover cercare di sventare i piani dei tedeschi per assassinare Winston Churchill mentre si trova in viaggio per la conferenza di Casablanca in Marocco.
Ognio DLC contiene una singola missione in un unica mappa, il primo "In Shadows" è ambientato nella versione notturna della mappa già vista nella missione Siwa Oasis della campagna base, quindi in pratica si tratta di una mappa riciclata.
I DLC di fatto si limitano ad aggiungere le sole missioni senza variare di un millimetro gli altri contenuti: Le meccaniche del gioco infatti sono le stesse medesime viste nel gioco base, così come i gadget e l'equipaggiamento che possiamo dare al nostro cecchino.
Giocarle è indubbiamente divertente (esattamente come lo è il gioco base), ma il rapporto qualità prezzo è a mio avviso eccessivo (per non dire "scandaloso"), considerando che ciascuna missione viene venduta ad oggi a 7 euro scarse.








