lunedì 10 luglio 2017

Sniper Elite 4 - Recensione


Karl Fairburne e' tornato dalle sabbie del deserto nordafricano per lanciarsi in un altra missione ad alto rischio: questa volta il suo territorio di caccia sarà il proprio il Bel Paese, dove dovrà affrontare Tedeschi e Fascisti in rimanendo nell'ombra... O anche no!

Sniper Elite 4 riprende la dove era finito Sniper Elite 3: Siamo nel 1943 e il successo dell'operazione Husky ha portato gli Alleati a stabilire una testa di ponte in Sicilia, che servirà come base di partenza per lo sbarco nella penisola e la Campagna d'Italia vera e propria. Ma i tedeschi non stanno certo a guardare: dopo averle sviluppate in gran segreto metteranno in campo un nuovo tipo di bomba da aereo radiocomandata (Nda: Tale arma e' realmente esistita) in grado di colpire con precisione mortale le navi Alleate e potenzialmente far fallire lo sbarco sul continente delle loro forze. Dopo che una nave spia della Royal Navy viene fatta colare a picco proprio da tale arma, Karl viene spedito in gran segreto in territorio nemico dove, con l'aiuto dei Partigiani e della Mafia, dovrà cercare di indagare e sventare i piani dei Tedeschi.


Diciamolo subito: non ci sono molte differenze tra SE4 e i due capitoli precedenti della serie (purtroppo non ho ancora giocato il primo) per quel che riguarda le meccaniche di gioco ed il gameplay, ma una di quelle poche migliorie introdotte riescono a mio avviso a fare realmente la differenza: La dimensione delle mappe di questo quarto capitolo e' stata aumentata considerevolmente, tanto che sembra quasi di trovarsi di fronte ad un gioco Open-World. Questa maggiorata dimensione, unito ad un  design molto più "aperto" rispetto al passato mette a disposizione del giocatore un grande ventaglio di possibilità tattiche liberamente sfruttabili.

Questa maggiore libera' di movimento si sposa perfettamente con il fatto che obbiettivi principali e secondari sono tutti disponibili fin da subito sulla mappa e possono di conseguenza essere completati nell'ordine di preferenza, rendendo la sensazione di muoversi in un monda aperto ancora più marcata. La varietà degli scenari proposti e' buona: si va' da bucolici paesini costieri a complessi di costruzione segreti fra le montagne, passando per cantieri navali e boschi alpini (quella del cannone ferroviario e' probabilmente la missione migliore di tutto il pacchetto).


Detto questo le meccaniche di gioco sono pressoché le stesse già viste in SE2 e SE3: Stiamo sempre parlando di un gioco che per sua natura prevede una sostanziosa componente stealth: affrontarlo con approccio alla Rambo e' nettamente sconsigliabile. Detto questo pero' mi sento parallelamente di sconsigliare di giocare full-stealth, a meno che non siate fanatici dell'approccio try-fail-retry: Personalmente ho scelto di approcciare ogni missione tentanto di rimanere nascosto il più a lungo possibile, ma non silenzioso: Sebbene il mio fidato M1 Garand (il fucile con il quale ho affrontato tutta la campagna) non fosse silenziato aprire il fuoco non ha significato farmi scoprire dal nemico.

L'IA avversaria infatti (che a mio giudizio fa molto bene il suo mestiere), per quanto perfettamente capace di mettesi in allarme allorché si accorga della nostra presenza non sarà in grado di localizzarci subito, specie se abbiamo l'accortezza di sparare da ripari o posizioni defilate: I soldati nemici inizieranno a cercarci attivamente e riusciranno a trovarci se non useremo l'accortezza di cambiare posizione dopo 1/2 colpi. A quel punto ci daranno addosso con tutta la potenza di fuoco a loro disposizione, avvicinandosi sfruttando le coperture, cercando di aggirarci, chiamando rinforzi e anche attacchi di artiglieria mirati sulla nostra ultima posizione conosciuta. Ho trovato molto divertente seminare il panico su i nemici cambiando spesso posizione di tiro e altrettanto divertente tirare fuori il mio Thomposon .45 per finire i superstiti.


Permangono la fisica dei colpi non banale (ai livelli di difficoltà medio alti) e le spettacolari viste X-ray per le kill migliori. Sono stati eliminati (o meglio: rivisti) gli improbabili scontri contro i carri Tigre visti nel capitolo precedente, dove dovevamo rendere vulnerabile e poi far saltare il serbatoio di nafta con il fucile di precisione. Adesso potremo eliminare artiglieri e conducenti sfruttando le feritoie del carro ma avremo bisogno di una carica Satchel per eliminarlo del tutto.

Il motore grafico che spinge il gioco e' lo stesso di SE3, con qualche miglioramento nelle animazioni dei personaggi. E' quindi oramai vecchiotto ma tutto sommato offre un ottima resa e prestazioni eccellenti: Pompato al massimo del dettaglio sul mio sistema ha girato poco sopra i 100fps senza alcun incertezza per tutta la durata della campagna. Un po' becero il doppiaggio in Italiano delle cut-scene e, in particolare, delle voci ambientali a causa del fatto che qualche doppiatore trollone si e' divertito ad imitare un americano che cerca di parlare con la loro idea di accento Italiano.


La campagna del gioco consiste di sole 8 missioni della durata pero' considerevole: circa un oretta e mezza di media, per un totale di 12 - 15 ore in totale. Detto questo pero' si devono aggiungere l'oramai classico DLC Kill Hitler e la mini-campagna in 3 parti Deathstorm, della quale pero' il finale non e' ancora disponibile.

Tirando le somme questo Sniper Elite 4 e' il migliore capitolo della serie: gli sviluppatori di Rebellion, pur mantenendo le meccaniche di gioco invariate sono riusciti migliorare drasticamente i gameplay con una semplice scelta di design che pero' ha il merito di far cambiare radicalmente la filosofia di approccio al gioco stesso. Ben fatto!



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