venerdì 1 settembre 2017

Space Hulk: Deathwing - Recensione


Avanzo nel buio dei corridoi dell'astronave abbandonata quando un sordo bip-bip rompe il silenzio: e' il rilevatore di movimento, qualcosa si avvicina...
Poi, una serie di grida inumane in lontananza: gli Xeno stanno arrivando; tanti da non poterli contare!  
Qualunque uomo sarebbe preso dal più nero terrore, ma io non sono uno dei poveri fantaccini di Aliens scontro Finale, sono un Bibliotecario degli Space Marine del capitolo dei Dark Angels e vesto una Armatura Terminator pesante come un carro armato e altrettanto armata!
La mia Power Sword e' pronta e così il mio Cannone al Plasma: io sono la Lama e la Furia dell'Imperatore e con i miei Confratelli sterminerò gli abomini generati dal caos! 
Venite pure Xeno, io vi aspetto...

Per i (spero) pochi che non conoscono il "brand" Space Hulk, si tratta di un board game ambientato nell'universo di Warhammer 40K, ove lo scopo del gioco e' quello di guidare un gruppo di Space Marine all'interno di uno dei relitti (o agglomerati di relitti) di navi spaziali, detti appunto Space Hulk, che ogni tanto riemergono dal warp dopo essere sparite per migliaia di anni. Queste enormi vestigia del passato sono piene di antichi segreti e infestate dai Genestealers, mostruosi esseri della razza dei Tiranidi, il cui compito e' infiltrarsi nei mondi civilizzati e fornire informazioni per l'invasione da parte della loro flotta-alveare. Il gioco e' stato ben presto convertito in video-gioco, con tutta una serie di titoli strategici a turni, tra cui ricordo Space Crusade (tratto dalla omonima versione semplificata del board game di MB). Gli ultimi due titoli pubblicati: Space Hulk e Space Hulk Ascension, sono abbastanza recenti: 2013 e 2014 rispettivamente.


Space Hulk Deathwing e' il primo titolo della serie ad abbandonare la strategia per diventare un FPS: nel gioco infatti vestiremo i panni di un Bibliotecario dei Dark Angels e assieme a due nostri confratelli avremo il compito di entrare in uno di questi Space Hulk, che a quanto pare contiene il relitto di una antica nave dei Dark Angels risalente a più di 100.000 anni prima, e scoprirne cosa e' successa ad un altra squadra di Terminator, inviata in precedenza, con la quale si e' perso ogni contatto.

Il gioco segue le classiche meccaniche degli FPS: ad inizio missione potremo scegliere l'armamento del nostro Terminator scegliendole dall'arsenale classico di Warhammer 40K, che include sia armi a distanza che Melee, che possono essere equipaggiate anche in configurazione mista (la prima configurazione che avrete a disposizione e' appunto la Power Sword assieme al Bolt Gun).
Oltre alle armi potremo selezionare i poteri Psyker (in sostanza degli incantesimi dal potere devastante) del nostro bibliotecario, per un massimo di 3 alla volta.
La scelta dell'equipaggiamento non e' definitiva, ma potremo cambiarla durante il corso della missione usando lo Psi-Gate: Una sorta di sistema di teletrasporto che ci condurrà in un area sicura in cui le nostre ferite verranno curate e resuscitati gli eventuali compagni caduti.


Il gioco vero e proprio si svolge fra gli angusti e scuri corridoi dei relitti che compongono lo Space Hulk. Il Level-Designer hanno fatto un gran bel lavoro nel riprodurre le architetture e le atmosfere tipiche di Warhammer 40K, che spaziano da ambienti Sci-fi Steampunk a quelli che sembrano essere enormi cattedrali gotiche o i Dungeon di un RPG fantasy. Le mappe inoltre sono molto grandi e articolate (SH:DW non e' il classico FPS-corridoio, anche se di corridoi ne vedrete molti 😁) e il gioco mette questa caratteristica in risalto facendoci fare lunghi giri per raggiungere i nostri obbiettivi.

I Genestealers che troveremo ad attenderci nel buio non sono particolarmente intelligenti: la loro strategia principale e' quella di cercare di prenderci alle spalle o di sopraffarci con il numero ma, almeno per la mia esperienza, non mi sono mai trovato in difficoltà, salvo quando ho dovuto affrontare i bestioni più grossi (che fungono da demi-boss) o quando ho dovuto difendere o tenere una posizione per un certo periodo di tempo (odio le sezioni Endurance ma qui ci stanno tutte) .
Neppure i nostri compagni sono dei fulmini di guerra in fatto di IA, sebbene facciano comunque il loro sporco lavoro: troppe volte mi e' capitato di vederli sparare addosso al compagno che bloccava loro la linea di tiro o rimanere fermi come dei pali e sparare mentre i nemici li prendevano a sberle da tutti i lati.


La tecnica di realizzazione di SH:DW non e' il massimo: anche se il gioco presenta dei buoni modelli 3D e discrete texture il motore e' richiede un po' di messa a punto visto che spesso fatica a tenere i 60 fps o addirittura stuttera in maniera evidente anche in assenza di situazioni particolarmente concitate. Rimane comunque un ottimo level design e una altrettanto ottima implementazione del movimento 'pesante" delle armature Terminator dei nostri uomini.

Difetti tecnici a parte, quello che veramente non fa decollare questo gioco e' la storia: L'Incipit e' buono, ma la narrazione della vicenda e' del tutto piatta e priva di quel pathos che ci si aspetterebbe da un gioco con una ambientazione così grandiosa come quella di Warhammer 40K.
Probabilmente i fan del gioco da tavolo lo adoreranno, ma per tutti gli altri mi sento di sconsigliarlo, o per lo meno di attendere un corposo calo di prezzo prima di prenderlo. Peccato perché poteva venirne fuori qualcosa di veramente buono.

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