giovedì 29 agosto 2019

Wolfenstein: Youngblood - Recensione


I nazisti avevano già i loro grossi, anzi: enormi problemi con B.J. Blazkowicz senior, (che da solo li ha già presi a calci nelle gengive per quasi 30 anni), ma adesso ci sono anche le di lui figlie Jessie e Zofia: degne figlie di cotanto padre e con la stessa voglia di distribuire piombo rovente a ogni crucco in circolazione per le strade di Neu-Paris, il tutto rigorosamente giocando in "coppia" (o anche no) in questo Wolfenstein: Youngblood...

Siamo negli anni 80 dell'universo ucronico di Wolfenstein: sono passati 20 anni dagli eventi narrati in The New Colossus (W:TNC) e gli Stati Uniti sono nuovamente un paese libero dove B.J. e sua moglie Anya possono condurre una esistenza normale e occuparsi delle loro due gemelle. Ovviamente alla loro maniera, perché nonostante la pace i coniugi Blazkowicz hanno educato le figlie alla guerra, per altro con discreti risultati. Con le due figlie oramai giovani adulte B.J. decide di sparire misteriosamente da casa. Grazie all'aiuto dell'amica Abby Walker, Jess e Soph scoprono che il padre e' partito per svolgere una qualche misteriosa missione a Neu-Paris, la capitale della Francia occupata dai Nazisti. Le tre ragazze decideranno quindi di partire alla volta dell'Europa per rintracciare B.J. ... e massacrare tutti i crucchi che incontreranno lungo la strada grazie alle due tute potenziate simili a quella usata dal padre in W:TNC, fornite loro da Abby.

Wolfenstein: Youngblood (W:YB) nasce come FPS co-op e questo lo si vede non tanto dal fatto che ci sono 2 diverse protagoniste ma dalla difficoltà di gioco, palesemente regolata per i due giocatori. Con i dovuti accorgimenti (leggi "abbassare il livello") e' pero' possibile goderselo appieno anche da soli facendo controllare una delle due sorelle dalla IA del gioco, che tutto sommato fa il suo sporco lavoro sebbene ogni tanto vi troverete a doverla soccorrere.

All'inizio potremmo scegliere quale tra Jess e Soph impersonare e deciderne lo stile di gioco (combattimento o stealth), la dotazione iniziale e la personalizzazione della tuta potenziata che andremo ad indossare. La scelta della sorella e' definitiva: nel caso volessimo cambiare personaggio saremmo costretti a iniziare una nuova partita.

Tutta la vicenda si svolge per i quartieri di Neu-Paris con una formula simil-open world che ricorda molto quella usata in Homefront: The Revolution (cosa che in effetti non depone a favore di W:Y). Come nei precedenti due capitoli della serie avremo una "base" in cui riposarci e pianificare le prossime mosse, che nel caso di W:YB e' il covo della resistenza francese nelle catacombe di Parigi. Qui potremo anche dialogare con i partigiani e accettare missioni secondarie utili per recuperare punti esperienza e crediti. Dalle catacombe, tramite i tunnel della metropolitana potremo accedere alle macro aree che costituiscono i quartieri della città: ciascuno e' liberamente esplorabile per cercare collezionabili, denaro, munizioni e ovviamente la via per raggiungere la zona obbiettivo delle varie missioni principali e secondarie.

W:YB contiene alcuni elementi di RPG: come ho accennato prima otterremmo punti esperienza mano mano che uccideremo nemici e completeremo le missioni. Grazie ai punti esperienza otterremo passaggi di livello e quindi punti abilità da spendere in 3 diverse categorie: Corpo, Mente e Potenza. Potremo controllare la crescita della nostra sorella ma non dell'altra, che verrà invece livellata in automatico dal gioco. Il denaro che troveremo invece su i cadaveri dei nemici o sparso per i livelli servirà invece per acquistare upgrade o skin per le nostre armi, che potremo quindi personalizzare in toto in base al nostro stile di gioco.

W:YB e' innanzitutto un FPS e quindi co troveremo ad affrontare numerosissimi scontri a fuoco con i vari tipi di soldati nemici, inclusi alcuni modelli enormi e dotati di grande potenza di fuoco come il Panzerhund o lo Zitadelle. Ovviamente non mancano i boss, puntualmente presenti alla fine di ciascuna dell missioni principali e che ci metteranno in seria difficoltà. Da notare che i nemici "livellano" con noi: mano a mano che le nostre due protagoniste salgono di livello i nemici, dai mob più infimi a i demi-boss le seguono in modo da mantenere il livello di sfida il più alto possibile. La cosa e' resa evidente dal nome del nemico leggibile, seguito dalla versione, scritto subito sopra la barra dell'energia.

Le armi hanno un ottimo feeling, sia che giochiate com Mouse+Tastiera che usiate il Pad, ma c'è un particolare che stona e va un po a rovinare il piacere delle sparatorie: vi capiterà di notare che in alcuni casi anche colpendo nemici decine di volte questi subiranno solo pochi danni. Questo e' dovuto alla tipo di corazza che utilizzano e al fatto che queste sono vulnerabili diversamente a seconda del tipo di arma usata e non in modo lineare: ad esempio l'Elektrokraftwerk, che letteralmente liquefa le corazze di besti enormi come i Supersoldaten, fa letteralmente il solletico a i mob...

Questo e' un esempio dei tanti, che illustra come ci troveremo molto spesso a dover cambiare arma al volo a seconda del nemico da affrontare. In tutti i casi il gioco non pone limiti sul numero e tipo di armi trasportabili e il cambio e' velocissimo grazie alla comoda interfaccia a ruota di selezione attivabile con un singolo tasto.

Il comparto tecnico del gioco e' tutto sommato buono: il motore e' il medesimo usato nei titoli precedenti e in questa implementazione offre una resa grafica molto buona senza pero' essere eccelsa. Le performance sono pero' discrete: il codice ha girato sul mio sistema ad una media di 60fps stabili al massimo del dettaglio senza alcun problema o incertezza anche nelle fasi più concitare del gioco e per tutte le 12 ore circa che e' durata la partita. Ottimo il doppiaggio in italiano, che a parte un paio di problemini di synch e' stato molto ben eseguito.

Se dovessi riassumere Wolfenstein: Youngblood con una frase direi senz'altro "bene ma non benissimo": tutto sommato il gioco in se e' molto divertente ma la formula semi-open world, un po' ripetitiva, una storia un po' sottotono ed alcune scelte di gameplay come appunto la questione del danno diversificato non mi hanno convito del tutto. Detto questo pero' credo che meriti il vostro tempo e il vostro denaro, specie se avete un amico con il quale giocare.

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