domenica 28 marzo 2021

XCOM: Chimera Squad - Recensione


 
 La guerra e' finita ma la pace sulla vecchia Terra e' ancora lontana: c’è ancora bisogno che gli XCOM si facciano carico di salvare il mondo dal collassare su se stesso in un delirio di violenza e morte. E per farlo questa volta includerà alieni tra le proprie fila...

XCOM: Chimera Squad e' uno spin-off della serie XCOM che eredita la stessa struttura base dei vari XCOM: Enemy Unknown e XCOM 2: War of the Chosen applicando pero' diverse piccole ma significative modifiche al gameplay, incentrandolo più su gli scontri sul campo e semplificando un pelo la parte gestionale del gioco.

Dalla fine di XCOM 2 sono passati 5 anni, dopo la batosta presa con la sconfitta della Advent e la morte dei Prescelti, gli invasori alieni hanno deciso (per ora) di battere in ritirata e tornarsene a casa loro, abbandonando pero' sul nostro pianeta tantissimi loro ex-schiavi. La terra ha quindi imboccato la via della ricostruzione creando una società in cui umani e alieni vivono assieme in pace, mentre gli XCOM si sono quindi evoluti da team anti invasione aliena a forza di polizia speciale, arruolando tra le proprie fila non solo operatori umani ma anche alieni e dando quindi vita alla "Chimera Squad"

Purtroppo non a tutti sta bene la nuova pace e ben presto un nuovo pericolo arriverà a minacciarla: il sindaco della Città 31 verrà infatti uccisa con una bomba subito dopo essere stata salvata da un attacco terroristico dalla Chimera Squad. I nostri eroi saranno quindi chiamati ad indagare su i  possibili sospettati (3 diverse organizzazioni criminali), con il compito speciale di scoprire e sventare i  loro piani prima che il caos faccia implodere la città. 


Come dicevo poco sopra, in XCOM:CS il game-play base di XCOM e' stato modificato in modo da semplificare la parte gestionale e rendere gli scontri più rapidi e brutali. Partendo ad esaminare proprio questi ultimi, la prima cosa da notare sono le modifiche alla squadra. 

I nostri uomini non sono più generati in modo casuale ma sono presi da una lista di 11 personaggi unici predefiniti, ciascuno con diverse caratteristiche. Questa unicità porta come diretta conseguenza il fatto che la morte di uno di essi durante uno scontro provoca il fallimento della missione e la necessita' di caricare un salvataggio precedente. All'inizio avremo a disposizione solo 4 di loro, mentre gli altri saranno sbloccati mano a mano che procederemo nel gioco, fino ad un massimo di 8.

La personalizzazione di ciascun membro della squadra si limita purtroppo al colore della divisa e alla scelta dell’armamento ed equipaggiamento che il nostro uomo potrà portare con lui in azione, tutto il resto, inclusa la classe, e' predefinito e non potremo cambiarlo, sebbene ci sarà possibile decidere quali abilita' sbloccare mano mano che il nostro uomo aumenta di grado acquisendo esperienza in azione.

 
La nostra squadra da assalto sarà' composta da un massimo di 4 operatori + 2 droni riserva, che entreranno in gioco solo i nostri uomini verranno messi k.o. dal nemico.  La dimensione limitata della squadra, unita alla necessita' di preservare in vita tutti gli operatori, presenta il primo grosso problema tattico che il gioco ci metterà di fronte: infatti, il nemico sarà praticamente sempre in superiorità numerica e per uscirne tutti interi dovremo sfruttare al massimo tutte le capacita' dei nostri uomini.

Le azioni sul campo tagliano via del tutto la seppur limitata fase di esplorazione sostituendola con le irruzioni: ogni missione sarà infatti composta da una o più irruzioni in zone "calde", piene di nemici che poi dovremo andare ad eliminare. Ciascuna di queste fasi inizia con noi che dovremo assegnare ciascuno dei nostri agenti ad uno dei vari punti di accesso, alcuni dei quali sono accessibili solo tramite speciali accessori (cariche da breccia, key-cards, etc...) o se l'operatore possiede particolari abilità.

Una volta pronti i nostri uomini sfonderanno le porte e inizieranno ad aprire il fuoco sul nemico preso di sorpresa, subendo pero', il fuoco di risposta una volta che la nostra fase di irruzione e' finita. Da questo punto lo scontro torna a funzionare secondo il buon vecchio sistema a turni già visto in tutti i precedenti XCOM. Da segnalare che l'odiato limite di turni, introdotto con XCOM 2, e' stato abolito e permane solo in alcune missioni come limite per raggiungere determinati obbiettivi secondari.


La componente gestionale del gioco e' invece fortemente ridotta rispetto al passato e si limita allo sviluppo delle nuove tecnologie, all'assegnazione di operatori a missioni speciali e all'addestramento e cura dei membri della squadra feriti. La nostra base e' già completa e non necessita' della costruzione di strutture interne di sviluppo come accadeva nei due capitoli precedenti.

Due parole in più richiede invece la parte tattica del gioco: ogni giorno sulla mappa tattica della città, divisa in vari quartieri, troveremo una serie di missioni secondarie tra le quali potremo scegliere quale affrontare, con il mite di una al giorno. Una missione completata azzererà il livello di anarchia del quartiere i cui questa ha avuto luogo, mentre una missione ignorata andrà a aumentarlo. Se il livello di anarchia di un quartiere sale sopra un certo livello in questo inizieranno rivolte e attacchi che dovremo andare a sedare di persona. Se infine, il livello di anarchia globale della città raggiunge il livello critico ci verrà' mostrata la schermata di game-over.

Riassumendo bene il concetto, per finire con successo XCOM: CS non basta vincere tutte le missioni sul campo, ma dovremo anche tenere d'occhio il livello di anarchia locale e generale della Città 31, cercando di fare in modo che questi non salgano mai troppo scegliendo oculatamente le missioni da svolgere.

 
Il lato tecnico del gioco e' buono: il motore grafico sembra essere lo stesso di XCOM 2: War of the Chosen e offre la stessa qualità grafica. Le prestazioni sono ottime e non ho da segnarle alcun bug evidente. Interessante lo stile fumettoso usato per le scene di intermezzo e i dialoghi, tutti ben doppiati  nella nostra lingua, cosa che fa sempre piacere. Buona  anche l'IA, che fa discretamente il suo lavoro sfruttando tutte le caratteristiche dei vari tipi di nemici che andremo ad affrontare, rendendoci la vita ancora più complicata del dover semplicemente affrontare un numero spesso  soverchiante di nemici.

La formula "rinnovata" di XCOM: Chimera Squad rende il gioco più semplice ma non più facile: se da una parte sono state tagliate via delle parti inutili dall'altro il livello di sfida rimane discretamente alto, sia nei combattimenti tattici che nella necessita' di mantenere l'ordine in città. Non e' facile vincere alla prima partita (non sarebbe un XCOM altrimenti), ma provarci e' molto affascinante.


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