E' tempo, di incoronare un nuovo Re dei CRPG...
A distanza di più di un anno da quando ho finito il gioco (era il 22 Febbraio 2025) ecco finalmente la mia recensione di Baldur's Gate 3. Tanto infatti mi ci e' voluto a mettere assieme idee e contenuti per descrivere quello, che nella mia personale e opinabilissima classifica e' il migliore RPG classico di tutti i tempi, scalzando proprio il primo Baldur's Gate da un trono occupato per quasi 30 anni.
Per onesta' intellettuale devo dire che la mia prima reazione all'annuncio del terzo capitolo di questa serie e' stata quella di perplessità e diffidenza: c'era bisogno di andare a riesumare una serie le cui vicende si erano chiuse 25 anni fa con Baldur's Gate II (e più precisamente con l'espansione Throne of Bhaal)? Ma soprattutto, perché rischiare una shitstorm a livello catastrofe galattica andando a triggerare la comunità dei fan di quello che e' universalmente riconosciuto come il Gioco di Ruolo Classico per definizione?
Oltretutto, sebbene i Larian Studios, che hanno sviluppato il gioco, non siano proprio gli ultimi arrivati in fatto di RPG (per coloro che sono arrivati or ora da Marte i Larian sono coloro che hanno prodotto la serie Divinity) c'era appunto il rischio che questi andassero a stravolgere la struttura tecnica dei precedenti BG (ovvero grafica in 2.5D, con personaggi 3D su fondali 2D splendidamente disegnati, party da 6 elementi e combattimento in tempo reale con pausa tattica) per tirare fuori una sorta di Divinty: Original Sin 3 (Grafica full 3D, party da 5 elementi e combattimento a turni), molto più nelle loro corde rispetto a quello che avrebbero potuto realizzare ad esempio gli Obsidian, che con i loro Pillars of Eternity e Pillars of Eternity II: Deadfire , hanno portato avanti la fiaccola spirituale di Baldur's Gate: non nascondo che la notizia che non ci sarebbero stati loro dietro a BG3 mi ha molto deluso.
Il gioco e' uscito in Early Access su Steam e Gog ed e' rimasto un quell stato per un anno ed io l'ho acquistato giusto un paio di giorni prima che arrivasse la Full Release per non perdere l'occasione di ricevere un DLC proporzionale incluso con il pre-order. Nel frattempo avevo seguito con occhio molto preoccupato lo sviluppo del gioco tramite le lunghe newsletter e video-blog di Larian, che hanno confermato quella che era la mia grande paura: il gioco sarebbe stato proprio una sorta di Original Sin 3 trapiantato nei Forgotten Realms di D&D.
Quindi, Terremoto e Traggedia (cit.)? Nulla di più sbagliato!
Si, perché mi e' bastata la prima decina di ore di gioco, ovvero quelle che servono per entrare dentro le sue meccaniche e, soprattutto, comprendere il potenziale della struttura ramificata e intrecciata delle sue quest e di come queste influiscono sull'esperienza di gioco, per rendermi conto che quello che avevo di fronte era qualcosa di semplicemente straordinario.
Ok, BG3 non e' il primo CRPG dove le scelte fatte hanno conseguenze, ma qui il livello di applicazione di tale regola e' a dir poco maniacale: sono veramente poche in questo gioco le quest che non sono in un qualche modo collegate tra di loro e alla quest principale e una scelta fatta in una qualsiasi di essa o anche il modo in cui la si risolve andrà a chiudere o a sbloccare opzioni di scelta in un altra successiva. Si possono addirittura incontrare ed uccidere, come se fossero semplici demi-boss, quelli che in realtà sono potenziali companions: a me ad esempio e' successo con Minthara, che ho affrontato ed eliminato (in un lungo e complesso scontro) nel primo atto e che solo successivamente ho scoperto essere uno dei potenziali compagni di viaggio del nostro eroe.
Come dicevo prima, la meccanica delle scelte-conseguenze non e' una novità per i CRPG, ma in BG3 e' sicuramente la prima volta in cui tale meccanica sembra rendere veramente dinamico lo svolgimento della trama, con il beneficio non da poco conto di favorire la ricattabilità di un titolo già di per se parecchio lungo: la mia run e' durata ben 116 ore, (la seconda piazza del mo podio personale da quando ho iniziato a calcolare il playtime con Steam), ma ci sono giocatori che hanno impiegato un altro centinaio di ore in più per arrivare all'end-game. Verrebbe quindi da dire che abbia tirato via la mia partita ma se devo essere sincero non ho affatto avuto questa impressione e anzi: mi sono preso il mio tempo per esplorare tutto l'esplorabile, spesso trovando delle graditissime sorprese.
La trama del gioco l'accenno solamente: assieme a molti altri sventurati, verrete catturati e portati a bordo di un Nautiloide sbucato all'improvviso da un portale dimensionale, dove gli Illithid impianteranno nel vostro cervello un girino che molto trasformerà anche voi in un mind-flayer. Per vostra fortuna il Nautiloide sarà attaccato e abbattuto dai Githianky e vi ritroverete liberi assieme a pochi compagni che si metteranno assieme a voi alla ricerca di un modo per rimuovere il girino prima che la trasformazione si compia. Durante il vostro primo peregrinare sulla Costa della Spada verrete a conoscenza del culto dell'Assoluta: una misteriosa divinità che sembra essere collegata in un qualche modo ai rapimenti di persone fatti dagli Illithid e che, attraverso il controllo mentale, sta radunando un esercito per assediare la città di Baldur's Gate. Ben presto coprirete che il girino nella vostra testa vi qualifica presso i seguaci del culto come True Soul, ovvero come una sorta di prescelto e che se non siete ancora caduti sotto il controllo mentale dell'assoluta e solo grazie ad un misterioso artefatto in possesso di uno dei vostri compagni, artefatto che guarda caso e' ricercato da tutti i minions dell'assoluta...
Passando ad esaminare la "ciccia" del gioco, questo e' diviso in 3 atti, con il terzo ed ultimo lungo più dei primi due messi assieme. La struttura base e' quella delle macro aree (veramente "macro") tra le quali ci si sposta tramite caricamenti. Chi ha giocato a Divinity: Original Sin II si troverà quindi a casa, specialmente durante le fasi di esplorazione, che come ho detto poco fa spesso regala piccole perle in termini di quest e lore e loot. Ma oltre a questo, moltissime delle meccaniche che troverete nel gioco sono riprese quasi pari-pari da D:OSII.
Il combattimento e' rigorosamente a turni e può rivelarsi discretamente ostico: vuoi perché molto spesso dovremo affrontare gruppi molto numerosi di nemici (e il nostro party e' per un massimo di 4 elementi), vuoi perché il nemico userà contro di noi ogni possibile risorsa, inclusi incantesimi, buff, debuff e ovviamente anche gli effetti ambientali, segnando un altra similitudine con D:OSII. Se posso dare un consiglio a chi si accinge ad iniziare la prima partita: nella build del vostro personaggio e dei suoi compagni investite sempre qualche punto nell'uso delle armi a distanza: molto spesso l'uso alternato di queste e delle armi melee fa la differenza tra una vittoria ed una sconfitta.
Oltre ai combattimenti, nel gioco hanno una grandissima importanza anche i dialoghi, sia con gli NPC che con i nostri compagni: qui le scelte che faremo andranno a modificare, in positivo o in negativo, l'approvazione dei nostri compagni (in base al loro carattere e allineamento). Anche le nostre caratteristiche andranno ad influenzare i dialoghi: ad esempio un alto livello di carisma potrebbe convincere un NPC ad accettare una nostra proposta.
Parlando dei compagni: sono in totale 10, e due di loro, Minsc e Jaheira, sono vecchie conoscenze dei primi due BG (e non sono gli unici: nel corso dell'avventura ne incontreremo altri). Con l'eccezione di quelli che incontreremo ad inizio gioco, gli altri dovremo incontrarli per poterli "reclutare" e non e' detto che questo accada, in alcuni casi addirittura potremo ucciderli nel corso di alcune quest o anche lasciarli morire. Come ho accennato prima, il party e' composto da solo 4 elementi (compreso noi), gli altri componenti della banda rimarranno agli accampamenti che stabiliremo automaticamente in ogni diversa mappa di gioco e li potremo incontrarli per conversare e, volendo, iniziare una relazione romantica con uno di loro.
Inutile dire che ciascun compagno ha la sua quest dedicata e che questa e' in un qualche modo collegata a quella principale del gioco: portarla a termine significherà non solo la lealtà e l'affetto dello stesso, ma spesso un utilissimo vantaggio verso il finale.
Nonostante la diffidenza iniziale Baldur's Gate 3 e' riuscito non solo a convincermi in pieno e come non mi capitava da anni: un RPG sontuoso ottimamente realizzato e con una ricattabilità decisamente alta, nonostante le 100 ore che servono (almeno) per arrivaci in fondo. Se avete amato i primi due, ma anche se non li avete mai giocati, e' decisamente un gioco caldamente consigliato a tutti gli amanti del genere.

Nessun commento:
Posta un commento