martedì 21 agosto 2018

Mass Effect: Andromeda - Recensione


La saga del Comandante Sheppard e dell'equipaggio della Normandy (o meglio, delle Normandy) si e' conclusa nel 2012 con Mass Effect 3, ma EA/Bioware hanno deciso di continuare a sfruttare il brand lanciando un nuovo filone della serie, con nuovi protagonisti e ambientato in una galassia tutta nuova: ecco a voi Mass Effect: Andromeda.

Il gioco e' ambientato 6 secoli dopo gli eventi della serie originale, ma la storia inizia di fatto poco prima dell'invasione dell'arrivo dei Razziatori (quindi grosso modo in parallelo o subito dopo a Mass Effect 2). Allo scopo di colonizzare la galassia di Andromeda, le 4 razze del Consiglio hanno lanciato l'Iniziativa Andromeda, la cui idea era quella di inviare 4 Arche, stipate di coloni in stasi criogenica e il Nexus, (una sorta di Cittadella in scala ridotta) verso l'ammasso Heleus per stabilire dei nuovi insediamenti. Alla guida di ciascuna arca e' stato posto un Pioniere, che nel caso dell' Arca umana, l'Hyperion, e' Alec Ryder, che e' il padre di uno dei due possibili protagonisti della storia.


Come in ogni storia di fantascienza spaziale che si rispetti, tutto andrà ovviamente a meretrici: giunti dopo 600 anni al primo dei pianeti potenzialmente individuati come nuovi eden, scopriranno che il clima e' del tutto inadatto alla vita a causa del Flagello, una strana energia che sembra essere associata alle antiche strutture aliene presenti sul pianta. Proprio durante l'esplorazione di tali strutture, i nostri protagonisti verranno in contatto con i Kett, una specie aliena ostile, molto interessata alle rovine e che entrerà immediatamente in conflitto con loro. Per salvare il protagonista su figlio, Alec Ryder sacrificherà se stesso passandoci il ruolo di Pioniere ed il collegamento neurale con SAM, l'IA creata da Alec e che guida tutta l'Iniziativa.

Ma i guai non si fermano qui: raggiunto il Nexus, il novello Pioniere scoprirà che questo versa in condizioni pessime in termini di approvvigionamenti di cibo ed energia a causa del fatto che nessuna delle altre 3 arche e' mai giunta a destinazione, inoltre, a causa di una rivolta interna, molti dei componenti dell'equipaggio del Nexus sono stati esiliati, rendendo la via per la colonizzazione della nuova galassia ancora più complicata e difficile.


In ME: Andromeda ritroveremo tutti gli elementi distintivi dei precedenti Mass Effect: stessa visione in terza persona, stesso sistema di crescita del personaggio, stesso gruppo composto da 2 compagni selezionabili da un gruppo di 6 nuovi personaggi (Cora, Liam, Vetra, Peebee, Drak e Jaal) con misioni lealta' dedicate (con possibilita' di romance) e ovviamente una nuova astronave, la Tempest, con la quale esplorare la nuova galassia.
L'unica vera novità di gameplay rispetto ai precedenti Mass Effect e' l'introduzione della struttura open-world per l'esplorazione planetaria, che sarà condotta con il Nomad, un mezzo speciale alla guida del quale passeremo moltissime ore.

Il nostro compito in ME: Andromeda sarà quello di fondare degli insediamenti sui vari pianeti colonizzabili, che sono stati pero' resi invivibili dal flagello. Dovremo quindi cercare di ripristinarne la condizione e per farlo dovremo svolgere varie missioni che, se completate, faranno aumentare il livello di vivibilità. Tra queste troveremo sempre quella relativa alle rovine Relictum, che ben presto scopriremo essere la chiave per portare ciascun mondo alla sia forma originaria. Ciascun pianeta ha una caratterizzazione diversa: il deserto radioattivo di Eos, le infuocate dune di sabbia di Elaaden, la buia giunga di Harval, le pozze acide di Kadara, il paesaggio lunare di H-047c e le lande ghiacciate di Voeld presentano condizioni climatiche e ambientali diverse che dovremo affrontare con cautela: la nostra tuta infatti non potrà proteggerci più di un certo tempo da caldo, radiazioni e freddo.


Ovviamente tra noi e il successo ci sono i Kett e l'Arconte, il loro misterioso capo ossessionato dal voler come noi scoprire il segreto delle antiche rovine aliene e che ci metterà i bastoni tra le ruote. Ma non saranno i soli: gli esuli del Nexus hanno fondato una propria colonia su Kadara, che ben presto si e' trasformata in un covo di malviventi e pirati con i quali dovremo fare i conti. Incontreremo anche gli Angara, una nuova razza aliena della quale dovremo conquistare fiducia e amicizia ma anche qui non sarà facile: essendo oramai da quasi un secolo in guerra con i Kett, gli Angara non si fideranno facilmente e una loro fazione, i Roekaar, ci sarà addirittura ostile.

Quello che a mio modo di vedere e' un grosso difetto di ME: Andromeda e' la grossa confusione che si viene a creare tra missioni principali e secondarie che raccoglieremo durante gli spostamenti. Certo, non e' una cosa nuova per la serie ma la struttura open-world su più pianeti ha amplificato esponenzialmente la cosa rendendo molto complicato stare dietro alle cose da fare. Ad aggravare la situazione c'è il fatto che moltissime quest vanno "in attesa", spesso a più riprese, di un certo evento, rendendo ancor più complicato tracciarne lo stato anche con il diario integrato nel menù. Insomma, vi troverete a dover fare i conti con una perenne sensazione di "ho troppe cose da fare e non so da dove iniziare" che rischia degenerare con il tempo. Per uscirne il mio consiglio e quello di concentrarsi su un unico pianeta alla volta.


Il motore Frostbite 3 che spinge ME: Andromeda fa un ottimo lavoro in termini di resa e prestazioni, ma non e' esente da difetti: il più evidente e' un brutto texture pop-in che si presenta molto spesso. Le animazioni facciali dei personaggi sono decisamente migliorate rispetto al disastro iniziale, ma almeno per quel che riguarda il protagonista in alcune situazioni c'è un effetto marionetta da ventriloquo che stona parecchio con tutto il resto.

Purtroppo il gioco non e' stato doppiato in Italiano e gli utenti del Bel Paese dovranno accontentarsi di sottotitoli le cui traduzione presenta diverse incongruenze rispetto a quanto effettivamente detto dai personaggi e che non si giustificano neppure col voler "Italianizzare" il discorso. La recitazione del parlato Inglese e' molto convincente (quello di Peebee e' a tratti spettacolare) ma non esente da sbavature, in particolare quando a parlare e' proprio il protagonista.


Mettendo da parte le varie imperfezioni tecniche e di gameplay che si incontrano, Mass Effect: Andromeda e' comunque a mio avviso un buon gioco. Certo, i momenti epici dei vecchi Mass Effect sono lontani, ma tutto sommato siamo di fronte ad una ripartenza con un ottimo potenziale.

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